Malattie Neuromuscolari: dibattito domani a Cagliari

IX edizione della Giornata delle Malattie Neuromuscolari, domani a Cagliari, presso la Cittadella Universitaria di Monserrato.

La ricerca corre, la medicina si interroga, i pazienti aspettano risposte sempre più concrete. È dentro questo spazio, fatto di domande cruciali e progressi tangibili, che si inserisce la IX edizione della Giornata delle Malattie Neuromuscolari, in programma il 21 marzo a Cagliari, presso l’Aula Boscolo della Cittadella Universitaria di Monserrato.

Un appuntamento che non è solo accademico, ma profondamente umano. Tra i temi al centro del convegno: cosa abbiamo davvero imparato nella terapia delle malattie neuromuscolari? Quali risultati sono stati raggiunti nel trattamento delle neuropatie periferiche? E soprattutto, quali strade restano da esplorare nelle malattie del motoneurone, terreno ancora complesso e in continua evoluzione.

Ad aprire i lavori sarà la professoressa Eleonora Cocco, coordinatrice della sede, seguita dall’intervento del presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Alberto Siracusano. Due voci autorevoli che daranno il via a una giornata destinata a intrecciare ricerca, clinica e organizzazione sanitaria.

L’edizione 2026 conferma la portata nazionale dell’evento: saranno ben 19 le città coinvolte contemporaneamente, a testimonianza di una rete sempre più ampia e connessa. Un mosaico di competenze che vede protagonisti neurologi, fisiatri, pediatri, medici di medicina generale, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti, genetisti e psicologi. Un’orchestra complessa, dove ogni specialista suona una parte essenziale.

Cuore pulsante del convegno sarà la tavola rotonda dedicata a un nodo tanto delicato quanto centrale: “La difficoltà nella gestione delle malattie rare: il ruolo del MMG/PLS e degli Specialisti del Territorio”. Un confronto aperto tra istituzioni, medici e associazioni di pazienti, chiamati a costruire ponti tra diagnosi, cura e assistenza quotidiana.

In questo contesto, il ruolo dei medici del territorio emerge come decisivo: sono loro il primo contatto, la bussola iniziale in un percorso spesso tortuoso. Coordinare competenze, ridurre i tempi diagnostici, garantire continuità assistenziale: queste le sfide principali, in un sistema che punta a diventare sempre più integrato.

Redazione

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