La Sardegna emerge come il principale territorio italiano per numero di piante di marijuana sequestrate dalle autorità. Secondo i dati contenuti nella “Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia”, elaborata dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’Isola è stato concentrato il 59% delle piante di cannabis individuate complessivamente sul territorio nazionale nel corso del 2025.
Il dato assoluto è particolarmente rilevante: 121.678 piante sono state sequestrate in Sardegna su un totale nazionale di 206.589 arbusti intercettati dalle forze dell’ordine.
La distanza dalle regioni che seguono nella graduatoria appare significativa. La relazione sottolinea infatti come il valore medio nazionale sia di circa 466 piante sequestrate ogni 100 mila residenti nella fascia d’età compresa tra 15 e 74 anni. Questo indicatore, però, risulta fortemente condizionato dai dati registrati in alcune regioni, in particolare Sardegna e Calabria.
Nel dettaglio, il rapporto evidenzia che in Sardegna si raggiungono circa 10.364 piante sequestrate ogni 100 mila abitanti, mentre in Calabria il valore si ferma intorno alle 3.170 unità. Una differenza che mette in evidenza il peso dell’Isola nel quadro nazionale della coltivazione illegale di cannabis individuata dalle autorità.
La fotografia emerge dal documento annuale che analizza il fenomeno delle dipendenze in Italia, prendendo in considerazione sia gli aspetti sanitari sia quelli legati alla criminalità e ai sequestri. La relazione raccoglie informazioni provenienti dalle attività di controllo e dalle strutture che si occupano della gestione delle persone con problemi di dipendenza.
I dati sui sequestri rappresentano però soltanto una parte del fenomeno complessivo, perché riguardano esclusivamente le sostanze e le coltivazioni individuate dalle forze dell’ordine. Le quantità effettivamente presenti sul mercato illegale, ma non intercettate, non possono essere incluse nelle statistiche ufficiali. Per questo motivo, il rapporto fornisce una rappresentazione del fenomeno basata sugli episodi rilevati e non una misurazione completa della produzione clandestina.
Oltre all’aspetto repressivo, la relazione dedica spazio anche alla dimensione sanitaria delle dipendenze, analizzando il numero di persone prese in carico dai servizi specializzati e l’evoluzione dei consumi. Il quadro generale permette di osservare come il fenomeno delle sostanze stupefacenti continui a essere monitorato attraverso diversi indicatori, dai trattamenti terapeutici agli interventi delle forze dell’ordine.
La Sardegna, con il suo dato record relativo alle piante sequestrate, rappresenta dunque un elemento centrale nell’analisi nazionale della coltivazione illegale di marijuana. Il primato dell’Isola deriva soprattutto dall’elevato numero di arbusti individuati rispetto alla popolazione residente, un valore che supera ampiamente la media italiana e che rende il territorio sardo il principale punto di riferimento nelle statistiche sui sequestri di cannabis.
Il rapporto del Dipartimento per le politiche antidroga conferma così una realtà complessa, nella quale gli interventi delle autorità, i percorsi sanitari e il monitoraggio statistico contribuiscono a delineare l’andamento delle dipendenze e delle attività illegali collegate agli stupefacenti.
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