Si è conclusa con l’assoluzione di tutti gli imputati la vicenda giudiziaria legata al cedimento della rotonda di Platamona, avvenuto nel luglio del 2015. Il tribunale di Sassari ha emesso la sentenza nei confronti di cinque tra dirigenti e tecnici dei Comuni di Sassari e Sorso, che erano stati chiamati a rispondere delle accuse di crollo, lesioni colpose, imperizia e negligenza.
L’episodio risale a undici anni fa, quando una parte della struttura cedette improvvisamente provocando momenti di paura e il ferimento di alcune persone presenti nell’area. A seguito degli accertamenti avviati dopo il collasso, la Procura aveva individuato cinque presunti responsabili tra i dipendenti degli enti coinvolti nella gestione e nelle attività tecniche relative alla struttura.
Gli imputati erano Maurizio Loriga, Mario Cappai e Marco Delrio, all’epoca dipendenti del Comune di Sorso, e Marge Cannas e Claudio Castagna, che ricoprivano ruoli dirigenziali nel Comune di Sassari, all’interno di Palazzo Ducale.
La giudice Monia Adami ha stabilito l’assoluzione per tutti gli imputati, chiudendo il procedimento senza condanne. Per Loriga, Cappai e Delrio, difesi dall’avvocato Gabriele Satta, la decisione è arrivata con la formula dell’assoluzione perché non avrebbero commesso il fatto contestato.
Secondo quanto emerso durante il procedimento, per i primi tre imputati ha avuto un ruolo anche una precedente pronuncia che aveva chiarito la competenza territoriale del capoluogo turritano rispetto alla vicenda. Il pubblico ministero Giovanni Dore ha richiamato questo aspetto nel corso della discussione, evidenziando gli elementi processuali che hanno portato alla definizione della posizione degli ex dipendenti del Comune di Sorso.
Per Cannas e Castagna, assistiti dall’avvocato Nicola Satta, il tribunale ha invece pronunciato l’assoluzione con la formula secondo cui il fatto non costituisce reato. Una conclusione che esclude la presenza di una responsabilità penale in relazione alle contestazioni mosse dalla Procura.
L’inchiesta aveva cercato di individuare eventuali responsabilità tecniche e amministrative sulle condizioni della rotonda e sulle circostanze che portarono al cedimento della struttura. Il procedimento aveva analizzato il ruolo svolto dai diversi soggetti coinvolti nella gestione dell’opera e nelle attività di controllo.
La sentenza di primo grado mette quindi fine al percorso giudiziario nato dopo l’incidente del 2015. Nessuno dei cinque imputati è stato ritenuto responsabile penalmente per il crollo della rotonda di Platamona e per le conseguenze riportate dalle persone coinvolte.
Il caso aveva attirato l’attenzione dell’opinione pubblica locale per la gravità dell’episodio e per le conseguenze provocate dal cedimento. A distanza di anni dai fatti, il tribunale ha riconosciuto l’assenza degli elementi necessari per una condanna nei confronti dei tecnici e dei dirigenti finiti sotto processo.
La decisione chiude così una lunga fase giudiziaria iniziata dopo il crollo della struttura e proseguita attraverso indagini, verifiche tecniche e il dibattimento davanti al tribunale di Sassari.
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