Il sequestro preventivo di Villa Joy, la residenza sul mare di Cala Finanza che la società Tavolara Bay punta a trasformare in un esclusivo beach club, è stato convalidato dal gip nella giornata di oggi, martedì 11 agosto.
Il provvedimento era stato disposto lo scorso 4 agosto dalla Procura di Tempio nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza presunti abusi edilizi e violazioni della normativa paesaggistica.
L’operazione e gli accertamenti
Il sequestro è stato eseguito dal Corpo Forestale di Tempio, con il supporto dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cagliari e del Nucleo ispettorato del lavoro di Sassari.
L’attività investigativa riguarda gli interventi realizzati nell’area di Cala Finanza e il progetto di trasformazione della struttura in un punto di accoglienza turistica di alto livello.
La convalida del gip conferma quindi il mantenimento del vincolo sulla proprietà mentre proseguono gli approfondimenti da parte degli inquirenti.
Cinque persone coinvolte nell’indagine
Sono cinque le persone iscritte nel registro degli indagati.
Tra queste figura Felipe Goes De Faria, presidente di Tavolara Bay, insieme ad Alberto Biancu, amministratore della società. Coinvolto anche Gian Paolo Biancu, padre di Alberto ed ex sindaco di Loiri, indicato nell’ambito dell’inchiesta per il ruolo di impresario incaricato dei lavori. Gli altri due indagati sono i direttori dei lavori Cristian Pireddu e Sergio Domenco Gonario Russu.
Gli accertamenti riguardano la regolarità delle opere effettuate e il rispetto dei vincoli che interessano un’area caratterizzata da particolare pregio ambientale e paesaggistico.
Un progetto al centro delle polemiche
La trasformazione di Villa Joy in un beach club di lusso aveva già generato discussioni e contrapposizioni. Il progetto riguarda una delle zone costiere più delicate della Gallura, dove gli interventi edilizi sono sottoposti a rigidi vincoli ambientali e paesaggistici.
L’inchiesta dovrà ora chiarire la posizione dei soggetti coinvolti e verificare la conformità delle opere contestate alle autorizzazioni previste. Nel frattempo la struttura resta sottoposta a sequestro, in attesa degli sviluppi giudiziari e delle eventuali iniziative che la difesa potrebbe intraprendere.
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