Porto Conte, scontro sul numero chiuso per il noleggio nautico

Il disciplinare 2026 dell’Area marina protetta divide opposizione e Parco tra tutela ambientale e sviluppo economico

mare

.Si accende il dibattito ad Alghero attorno al nuovo disciplinare 2026 dell’Area marina protetta di Capo Caccia-Isola Piana, che introduce regole aggiornate per il comparto del noleggio nautico. Il provvedimento ha innescato un confronto politico tra i consiglieri comunali di Forza Italia e il Parco di Porto Conte, chiamato a gestire uno dei tratti costieri più preziosi della Sardegna.

A sollevare le critiche sono stati i consiglieri Marco Tedde, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, secondo i quali il nuovo regolamento rischierebbe di penalizzare le attività economiche legate al mare. Gli esponenti dell’opposizione sostengono che il disciplinare sarebbe maggiormente orientato a introdurre vincoli, contingentamenti e nuovi oneri economici piuttosto che a garantire una concreta tutela dell’ecosistema marino.

Nel dettaglio, le contestazioni riguardano l’introduzione di numeri chiusi, limitazioni operative e procedure autorizzative che, secondo Forza Italia, inciderebbero sulle imprese del settore senza essere supportate da adeguate motivazioni tecnico-scientifiche. Le preoccupazioni si concentrano soprattutto sulle possibili conseguenze per il comparto nautico locale, che coinvolge 18 aziende, circa 125 imbarcazioni e una sessantina di lavoratori.

Di diverso avviso il Consiglio direttivo dell’Azienda speciale Parco di Porto Conte, che ha respinto le accuse sottolineando come il nuovo impianto normativo sia stato costruito con l’obiettivo di coniugare la protezione dell’ambiente con le esigenze delle attività produttive.

In una nota ufficiale, l’ente evidenzia che non esiste alcuna contrapposizione tra conservazione degli ecosistemi e sviluppo economico, ma piuttosto la volontà di trovare un equilibrio capace di garantire la sostenibilità delle attività che operano nell’area marina protetta.

Il Parco ricorda inoltre che il percorso che ha portato alla definizione del disciplinare è iniziato già nel 2025, attraverso incontri e confronti con operatori del settore, associazioni di categoria e altri portatori di interesse. Un processo partecipativo che, secondo l’ente, avrebbe consentito di raccogliere osservazioni e contributi utili alla stesura delle nuove regole.

A intervenire è stato anche il presidente del Parco di Porto Conte, Emiliano Orrù, che ha precisato come sia le tariffe sia il numero massimo delle unità autorizzabili per il noleggio nautico siano stati definiti al termine di un confronto con le imprese coinvolte. Orrù ha inoltre evidenziato che il limite stabilito dal disciplinare risulterebbe addirittura superiore rispetto alle richieste effettivamente presentate dagli operatori.

La discussione resta aperta e si inserisce in un tema sempre più centrale per i territori costieri: la ricerca di un equilibrio tra la valorizzazione economica delle risorse naturali e la necessità di preservare ecosistemi di particolare pregio ambientale. Un confronto destinato a proseguire nei prossimi mesi, mentre il nuovo disciplinare si prepara a entrare in vigore.

Redazione

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