Le acque di Cala Zafferano, nella zona di Teulada, sono teatro di intense operazioni di soccorso dopo che un barchino di migranti è affondato al largo del Sud Sardegna. L’incidente, avvenuto nelle vicinanze della costa, ha mobilitato una vasta rete di forze di emergenza, con mezzi aerei e navali impegnati nel tentativo di individuare i dispersi segnalati.
I primi soccorsi sono scattati ieri nella tarda mattinata, quando una motovedetta dell’Esercito ha recuperato 11 migranti che stavano raggiungendo la riva a nuoto. I superstiti, una volta al sicuro, hanno riferito alle autorità che una o due imbarcazioni erano affondate, lasciando almeno quattro persone disperse.
La macchina dei soccorsi è stata immediatamente attivata. Guardia Costiera, Vigili del fuoco e Guardia di Finanza hanno dispiegato risorse aeree e navali, coordinandosi per setacciare la zona del naufragio. Parallelamente, sono state avviate ricerche a terra, nel tentativo di individuare eventuali sopravvissuti che potrebbero aver raggiunto la costa autonomamente.
Cala Zafferano, situata nel territorio di Teulada, è un’area particolarmente frequentata dalle rotte migratorie, e non è la prima volta che si verificano episodi simili. Il naufragio ha riportato l’attenzione sull’alto rischio che i migranti affrontano durante i viaggi verso l’Europa, aggravato dalle condizioni precarie delle imbarcazioni utilizzate.
Le ricerche proseguiranno nelle prossime ore, con un’operazione che si preannuncia complessa. Le autorità, oltre a monitorare l’area, continuano a raccogliere testimonianze dai superstiti per ottenere maggiori dettagli sull’accaduto.
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