Scuole sarde ultime in Italia per sicurezza e manutenzione

La Sardegna registra il più alto livello di insicurezza scolastica in Italia, con oltre il 60% degli edifici non a norma.

La Sardegna si conferma la regione con il più alto livello di criticità nelle scuole, secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione e rilanciati da CGIL e FLC. Oltre il 60% degli edifici scolastici dell’isola risulta in condizioni non adeguate, collocando il territorio all’ultimo posto in Italia per sicurezza, manutenzione e qualità delle strutture destinate agli studenti.

Secondo il rapporto, il problema principale riguarda la scarsa manutenzione ordinaria e straordinaria, con numerose sedi scolastiche che presentano impianti obsoleti, barriere architettoniche non abbattute e certificazioni mancanti. A questo si aggiunge la carenza di palestre, laboratori e spazi moderni capaci di garantire un’offerta formativa al passo con i tempi.

Il sindacato CGIL, insieme alla Federazione lavoratori della conoscenza (FLC), ha denunciato una situazione definita “preoccupante”, sottolineando che più della metà delle scuole sarde non dispone delle certificazioni di agibilità e prevenzione incendi. Un quadro che, unito alla vetustà degli edifici, rende difficile garantire standard minimi di sicurezza a studenti e personale scolastico.

Nonostante negli ultimi anni siano stati avviati alcuni programmi di finanziamento, le risorse si sono rivelate insufficienti. Le organizzazioni sindacali chiedono che il tema entri con urgenza nell’agenda politica regionale e nazionale, sollecitando un piano straordinario di investimenti per l’edilizia scolastica. L’obiettivo è mettere in sicurezza le scuole, modernizzare gli spazi e colmare il divario con altre regioni italiane.

La situazione sarda, spiegano i rappresentanti sindacali, riflette un problema più ampio che riguarda la tenuta complessiva del sistema scolastico italiano. Tuttavia, sull’isola le criticità assumono dimensioni più gravi, con dati che superano ampiamente la media nazionale e pongono in evidenza il rischio di un peggioramento della qualità dell’istruzione.

Per affrontare l’emergenza, CGIL e FLC hanno lanciato un appello al governo e agli enti locali, ribadendo la necessità di programmi strutturali di lungo periodo e non di interventi isolati. L’obiettivo, sottolineano, deve essere quello di garantire agli studenti sardi il diritto a frequentare scuole sicure, moderne e pienamente accessibili.

Redazione

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