Cala Regina, una tonnellata di rifiuti tra mare e scarpata: la denuncia dei volontari

Pulizia shock nella zona tra Cala Regina e Is Canaleddus: recuperati pneumatici, sedili d’auto, rifiuti domestici e materiali insoliti. La spiaggia trasformata in discarica

Un paradiso naturale deturpato da anni di incuria e abbandono. È quanto hanno scoperto i volontari di Cittadinanza Attiva Oikos durante una recente operazione di pulizia ambientale nella zona di Is Canaleddus, tra la scarpata che guarda Cala Regina e il mare cristallino che rende questo tratto di costa uno dei più suggestivi del litorale cagliaritano. Un contesto paesaggistico straordinario che, però, nascondeva sotto la macchia mediterranea e tra le rocce una vera e propria discarica abusiva.

In poche ore, i volontari hanno raccolto circa una tonnellata di rifiuti, restituendo almeno in parte dignità a un’area devastata dall’abbandono indiscriminato di materiali di ogni tipo. I numeri parlano chiaro:

  • 108 pneumatici,

  • decine di sedili e parti meccaniche di auto,

  • materiali industriali,

  • oltre 200 chili tra vetro e lattine,

  • grandi quantità di rifiuti domestici,
    accumulati nel tempo in un sito che, a detta dei partecipanti, porta i segni di almeno vent’anni di inciviltà.

A colpire, però, non sono stati solo gli oggetti comuni, ma anche materiali insoliti: tra questi, numerosi giocattoli erotici e persino una bambola gonfiabile, rinvenuti tra i cespugli, a conferma di un uso notturno e clandestino della zona da parte di coppiette in cerca di privacy.

Secondo i volontari, l’area è ormai diventata un rifugio alternativo per chi un tempo frequentava il parcheggio del Margine Rosso, davanti a Su Forti, divenuto meno frequentato dopo l’installazione dell’illuminazione pubblica su richiesta dei residenti. Il risultato è uno spostamento della movida notturna in zone più isolate, come Is Canaleddus, senza però alcun controllo né tutela del territorio.

Un intervento simbolico e urgente

La giornata di raccolta è stata non solo un gesto concreto di cura dell’ambiente, ma anche una denuncia visiva dell’abbandono in cui versano alcuni dei luoghi più belli e fragili della costa sarda. Cittadinanza Attiva Oikos sottolinea la necessità di interventi strutturali e un maggiore presidio del territorio, affinché la pulizia effettuata non resti un episodio isolato e la zona venga definitivamente sottratta all’incuria e agli abusi.

Il messaggio dei volontari è chiaro: servono controlli, educazione ambientale e soprattutto la responsabilizzazione collettiva. Non si può continuare a tollerare che luoghi di grande valore paesaggistico e naturalistico vengano trattati come discariche a cielo aperto o rifugi per attività notturne al limite del degrado urbano.

Redazione

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