Le campagne sarde si trovano in una situazione critica di carenza idrica, nonostante la presenza di acque che, paradossalmente, vengono disperse nel mare. L‘Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni (Anbi), portavoce dei 7 Consorzi di Bonifica dell’isola, solleva un appello pressante verso la nuova amministrazione regionale, evidenziando la dicotomia tra aree emergenti dall’emergenza idrica e zone ancora gravemente in sofferenza. È imperativo, secondo Anbi, attuare un piano d’azione che preveda nuove infrastrutture idriche.
Sebbene la situazione degli invasi mostri segnali di ripresa, con 1025 milioni di metri cubi d’acqua registrati a febbraio 2024, il 56.2% del volume utile autorizzato, evidenziando un incremento di 67 milioni di metri cubi rispetto a gennaio, la vigilanza rimane alta. Questo lieve miglioramento, frutto esclusivo delle condizioni meteorologiche favorevoli, non deve distogliere l’attenzione dalla necessità di una strategia a lungo termine che non si affidi unicamente alla clemenza del tempo.
Nel Sud Sardegna, in particolare nel Campidano, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale ha già annunciato restrizioni all’irrigazione, fissate al 70% dello standard precedente. La situazione si aggrava ulteriormente a Isili, dove l’assenza di risorse idriche minaccia l’avvio della stagione irrigua. Nonostante ciò, Anbi sottolinea l’esistenza di soluzioni praticabili, come la possibile interconnessione Tirso-Flumendosa, che potrebbe trasferire risorse idriche nelle aree più bisognose.
Ambrogio Guiso, presidente del Consorzio di Bonifica Sardegna Centrale, evidenzia la necessità di un nuovo invaso nel centro dell’isola, presso la stretta di Abbaluchente, per incrementare la disponibilità di acqua dal fiume Posada. Il progetto, fermo dal 2004, attende concretizzazione nonostante l’assenza di ostacoli finanziari.
L’associazione pone l’accento anche sulla Nurra, area nord-occidentale della Sardegna, dove la realizzazione di una diga sul Rio Crabolu potrebbe risolvere le problematiche di scorte idriche, invasando circa 52 milioni di metri cubi d’acqua.
L’Anbi lancia quindi un allarme alla futura compagine politica, sottolineando l’urgenza di ottimizzare l’uso delle risorse idriche e di sviluppare nuove infrastrutture. La situazione idrica della Sardegna rappresenta una sfida complessa che richiede soluzioni immediate e lungimiranti, non solo per salvaguardare l’approvvigionamento di acqua potabile ma anche per sostenere l’agricoltura, pilastro dell’economia isolana. La responsabilità ricade sulla politica regionale, che è chiamata a superare i ritardi infrastrutturali accumulati nel corso degli anni e a garantire un futuro prospero e sostenibile per l’isola.
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