Il ciclone contro l’anticiclone. È uno scontro atmosferico di rara eccezionalità quello che sta interessando la Sardegna, tanto da portare, da ieri sera alle 21, alla chiusura di oltre metà dell’Isola. Una situazione che i meteorologi hanno definito fuori dall’ordinario e che ha già prodotto ordinanze a raffica: scuole, parchi, mercati, biblioteche e cimiteri serrati in numerosi Comuni, da Cagliari alla Gallura, passando per Campidano, Iglesiente, Ogliastra e Nuorese. Stop alle lezioni anche all’Università di Cagliari.
Il timore principale è l’arrivo di una tempesta violenta, con onde di diversi metri lungo le coste meridionali e orientali e piogge intense destinate a durare. Navi e traghetti di linea non sono formalmente bloccati, ma porti e porticcioli sono in stato di allerta. La Capitaneria di porto invita a non avventurarsi in mare con natanti di piccole e medie dimensioni e a verificare con attenzione gli ormeggi. Pescatori avvisati, così come chi pensava a passeggiate su spiagge e moli: meglio restare lontani dal mare.
Negli uffici pubblici è scattato il lavoro agile, mentre l’Anas ha attivato un presidio costante sulle strade più a rischio. Per ora resta fuori dall’emergenza la Sardegna centro-occidentale, da Oristano a Sorso, dove la situazione è monitorata ma senza provvedimenti generalizzati.
Città e paesi blindati
Il ciclone mediterraneo non è una novità in sé. A renderlo eccezionale è la dinamica in atto: l’aria calda dell’anticiclone Christian blocca la discesa verso est di Harry, ciclone arrivato dall’Atlantico carico di aria polare. Il risultato è uno scontro tra masse d’aria che genera un fortissimo gradiente barico, carburante perfetto per venti impetuosi e piogge di tipo monsonico.
La Protezione civile regionale ha diramato allerta rossa fino alla mezzanotte di oggi, con il rischio concreto di frane e alluvioni. Le decisioni per la giornata di domani verranno prese in serata. Intanto alcuni sindaci – tra cui Cagliari, Barrali, Dolianova, Decimomannu, Domusnovas, Carbonia, Giba, Olbia e San Teodoro – hanno già disposto la chiusura delle scuole per 48 ore.
Sono comunque decine e decine le ordinanze che hanno fermato almeno per oggi l’attività didattica, a partire dai Comuni della Città metropolitana di Cagliari, passando per Carbonia, Iglesias, Lanusei e Barisardo. Insieme alle scuole restano chiusi impianti sportivi, giardini, parchi, mercati e cimiteri. Le autorità raccomandano di uscire di casa solo per necessità urgenti ed evitano di alimentare comportamenti a rischio, come sfidare il maltempo per girare video da condividere sui social.
Strade, navi e aerei
Il pericolo non riguarda solo pedoni e abitazioni. Massima prudenza alla guida, in particolare sulla Statale 195, che costeggia il mare tra Cagliari e Pula: Anas fa sapere che personale e mezzi sono operativi per il monitoraggio delle mareggiate. In via precauzionale è stata chiusa la Provinciale 26 bis nel tratto tra Cala Gonone e Fuili. Nel Nuorese la rete viaria è sorvegliata speciale per il rischio di smottamenti.
Particolarmente attenzionati anche Ogliastra, Sarrabus e Sarcidano. Dalla Direzione marittima di Cagliari l’indicazione è chiara e vale per tutta l’Isola: vietate le attività nautiche di ogni genere. Le navi di linea continuano a viaggiare e, almeno per ora, non si registrano impatti sul traffico aereo.
Il caso di Oristano
Nel caos informativo delle ultime ore non sono mancati i falsi allarmi. Ieri un messaggio circolato sui social annunciava la chiusura delle scuole a Oristano, ma in serata il Comune ha smentito: «Nessun provvedimento adottato». Nella zona, invece, stop deciso dai sindaci di Busachi e Samugheo.
Scelte diverse a San Gavino e Guspini, dove scuole e servizi restano aperti, così come a Carloforte e La Maddalena. Nessuna sospensione neppure a Sassari e hinterland, da Tissi a Sennori, dove studenti e uffici pubblici continuano regolarmente l’attività.
Situazione particolare a Macomer: le scuole funzionano, ma si fermano i servizi sanitari, su disposizione della Asl di Nuoro, che ha sospeso le prestazioni specialistiche oggi e domani, non solo a Macomer ma anche a Siniscola e Sorgono.
La Sardegna resta dunque in attesa e sotto osservazione, con l’Isola divisa in due tra territori blindati e zone per ora risparmiate. Le prossime ore saranno decisive per capire se lo scontro tra Harry e Christian allenterà la presa o continuerà a tenere il maltempo al centro della scena.
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