Rilancio della diga del Liscia, nuova spinta alle rinnovabili in Sardegna

Approvato dalla Giunta regionale il rilancio della minicentrale idroelettrica di Luras: 4.921 MWh/anno per alimentare il sistema idrico sardo

acqua

La Sardegna compie un nuovo passo verso la transizione energetica, puntando sull’acqua come risorsa strategica. La Giunta regionale ha dato il via libera al progetto di rinnovamento della minicentrale idroelettrica sulla diga del Liscia, situata nel territorio di Luras, in Gallura. Il progetto è stato proposto dall’Enas, l’Ente Acque della Sardegna, e promosso dall’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi.

L’impianto, mai entrato in funzione nonostante fosse preesistente, verrà completamente recuperato sia dal punto di vista funzionale che architettonico. Il progetto prevede l’installazione di tre nuovi gruppi idroelettrici, in grado di gestire una portata d’acqua di 7,2 metri cubi al secondo. La produzione energetica stimata sarà di 4.921 megawattora all’anno, energia che verrà interamente utilizzata da Enas per il proprio autoconsumo, in particolare per l’alimentazione del sistema idrico regionale.

Il valore complessivo dell’intervento ammonta a cinque milioni di euro, finanziati interamente attraverso fondi regionali. L’investimento non solo permetterà di ridurre l’impatto ambientale delle attività gestite da Enas, ma rappresenta anche un esempio virtuoso di riqualificazione delle infrastrutture pubbliche.

“Un progetto che unisce sostenibilità e riqualificazione”, ha dichiarato l’assessora Laconi, sottolineando come le opere pubbliche possano svolgere un ruolo centrale nella transizione energetica, senza compromettere il paesaggio né gli ecosistemi locali. L’intervento conferma l’impegno della Regione Sardegna nel promuovere modelli energetici sostenibili e autosufficienti, valorizzando risorse naturali già presenti sul territorio.

Questo tipo di operazioni, oltre a migliorare l’efficienza energetica delle infrastrutture idriche, dimostra come il patrimonio pubblico possa essere trasformato in una risorsa strategica per l’energia pulita, senza consumo di suolo né realizzazione di nuovi impianti invasivi. Il revamping della diga del Liscia potrebbe rappresentare un modello replicabile anche in altri contesti isolani o nazionali.

Redazione

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