Un investimento da due milioni di euro per rafforzare la tutela ambientale e migliorare la fruizione sostenibile del Parco naturale regionale Molentargius-Saline. Le risorse saranno destinate al recupero conservativo di otto ponti strategici dell’area protetta e allo sviluppo di praterie sommerse, con l’obiettivo di preservare gli habitat, proteggere le aree di nidificazione e garantire una gestione più efficiente del complesso sistema idraulico delle lagune.
L’intervento nasce dalla convenzione sottoscritta tra l’Assessorato Regionale della Difesa dell’Ambiente e il Parco naturale regionale Molentargius-Saline, che permetterà il trasferimento dei finanziamenti previsti dal bando PR FESR Sardegna 2021-2027, nell’ambito dell’Obiettivo Specifico RSO 2.7 dedicato alla tutela, al ripristino e all’uso sostenibile dei siti Natura 2000.
Il primo progetto riguarda la riqualificazione di otto ponti appartenenti alla rete infrastrutturale del Parco. Queste strutture rappresentano un elemento fondamentale per gli spostamenti all’interno dell’area e consentono di attraversare gli specchi d’acqua che costituiscono circa l’80% del territorio protetto, caratterizzato da ambienti particolarmente delicati dal punto di vista ecologico.
Il miglioramento della rete di passerelle, sentieri e ponti permetterà agli operatori impegnati nella manutenzione, nel monitoraggio, nella vigilanza e nella prevenzione degli incendi di svolgere le proprie attività con maggiore efficacia. Gli interventi interesseranno sia le aree con accesso regolamentato sia quelle aperte ai visitatori, con l’obiettivo di favorire una fruizione sicura e compatibile con la conservazione degli ecosistemi.
Il progetto prevede anche la realizzazione di schermature per ridurre l’impatto della presenza umana, sistemi di protezione lungo i ponti e soluzioni innovative per migliorare l’esperienza dei visitatori. Saranno inoltre installate barriere e recinzioni nelle zone più sensibili, in particolare nei pressi dei siti riproduttivi di specie vulnerabili, per limitare i disturbi alla fauna.
Un’attenzione specifica sarà riservata all’accessibilità inclusiva: gli spazi destinati alla sosta e ai percorsi pedonali saranno progettati per garantire una fruizione più ampia, sempre nel rispetto degli equilibri naturali. Tra gli strumenti previsti figurano anche tecnologie digitali come QR code e sistemi NFC per accompagnare i visitatori nella scoperta dell’area.
Il secondo intervento finanziato riguarda invece il recupero delle praterie sommerse, attraverso almeno quattro campagne di trapianto nelle zone del Bellarosa Maggiore e della Vasca Culatica delle Saline del Poetto. L’operazione coinvolgerà piccole porzioni di Ruppia e Zostera, specie vegetali tipiche degli ambienti lagunari che svolgono un ruolo essenziale nel mantenimento dell’equilibrio ecologico.
Le fanerogame marine contribuiscono infatti alla conservazione della biodiversità, offrendo rifugio e aree di crescita per numerose specie acquatiche, oltre a favorire il sequestro della CO₂ attraverso il meccanismo del cosiddetto Blue Carbon.
L’attività sperimentale sarà realizzata con il supporto specialistico dell’Istituto Delta di ecologia applicata, realtà di ricerca nata come spin-off dell’Università di Ferrara e partner del progetto LIFE TRANSFER, dedicato al ripristino degli habitat prioritari delle lagune costiere attraverso il trapianto di vegetazione sommersa.
L’obiettivo finale è migliorare lo stato di conservazione dell’habitat comunitario 1150 Lagune costiere* e ampliare la superficie interessata da questi ecosistemi.
“La riqualificazione del sistema dei ponti rappresenta un investimento strategico per il futuro del Parco. Queste infrastrutture sono indispensabili per consentire ai nostri tecnici di operare in modo efficace nella manutenzione del delicato sistema idraulico, nelle attività di monitoraggio, vigilanza e prevenzione degli incendi. Allo stesso tempo rafforziamo un modello di fruizione che coniuga accessibilità per tutti e tutela, garantendo standard sempre più elevati di conservazione degli habitat e di protezione della biodiversità”, ha dichiarato il Presidente del Parco, Stefano Secci, sottolineando come le infrastrutture siano fondamentali per consentire ai tecnici di operare nella manutenzione del sistema idraulico, nelle attività di controllo e nella tutela del territorio.
Foto: Comune di Quartu
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