Sogaer non conosce crisi: compensi in crescita e nodo privatizzazione

Nuovi vertici all’aeroporto di Cagliari tra aumenti degli stipendi, riorganizzazione societaria e una complessa partita sulla privatizzazione verso il fondo F2i Ligantia

La fase di transizione che coinvolge Sogaer, società che gestisce l’aeroporto di Cagliari, si inserisce in un contesto più ampio segnato da riorganizzazioni societarie, nuovi assetti manageriali e soprattutto dal percorso verso la privatizzazione dello scalo. Un processo che, secondo gli ultimi documenti disponibili, procede tra accelerazioni e ostacoli normativi ancora aperti.

Al centro della trasformazione c’è l’ingresso del nuovo amministratore delegato Riccardo Kustermann, manager proveniente da Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa e in cui il fondo F2i Ligantia detiene una quota significativa. Il suo arrivo, formalizzato dal 3 giugno, si inserisce in un quadro di consolidamento delle relazioni industriali tra gli asset aeroportuali già controllati o partecipati dal fondo.

La nomina del nuovo vertice è accompagnata da una revisione dei compensi che, secondo i documenti pubblicati nella sezione trasparenza di Sogaer, risultano sensibilmente aumentati rispetto al passato. L’amministratore delegato ha infatti un contratto biennale che copre il 2026 e il 2027, con una retribuzione complessiva che si articola in una parte fissa e una variabile.

Nel dettaglio, la componente base è pari a 150mila euro lordi annui, a cui si aggiunge una quota variabile di 40mila euro, per un totale di 190mila euro. A questa cifra si somma anche l’incarico parallelo di amministratore delegato di Sogaer Security, società del gruppo che si occupa dei controlli di sicurezza su passeggeri e bagagli, per ulteriori 40mila euro annui. Il pacchetto complessivo raggiunge così circa 230mila euro lordi.

Un dato che evidenzia una netta distanza rispetto alle precedenti gestioni. L’ex amministratore delegato della capofila Sogaer, Fabio Mereu, percepiva circa 65mila euro annui, mentre nella controllata Sogaer Security il precedente AD, Gian Luigi Molinari, aveva un compenso di circa 25mila euro lordi. La differenza segna un cambio di passo significativo nella politica retributiva della società aeroportuale.

Parallelamente al cambio ai vertici, si è registrata una revisione anche della governance di Sogaer Security e della presidenza della capofila. La nuova presidente del consiglio di amministrazione è Monica Pilloni, con un compenso di circa 50mila euro annui, mentre nella controllata percepisce ulteriori 10mila euro lordi. Anche in questo caso gli incarichi hanno durata biennale, in linea con la nuova struttura organizzativa.

Questi cambiamenti si inseriscono nel più ampio progetto di riorganizzazione che riguarda l’intero sistema aeroportuale sardo, con particolare riferimento al percorso di integrazione nella holding legata a F2i Ligantia, già attiva negli scali di Olbia e Alghero. L’obiettivo finale resta quello di una gestione unificata degli aeroporti regionali, ma il processo non è privo di criticità.

Uno dei nodi principali riguarda il ruolo della Camera di commercio di Cagliari-Oristano, socio di maggioranza di Sogaer, che ha manifestato l’intenzione di procedere alla cessione dello scalo attraverso una trattativa privata. Tuttavia, questa impostazione è oggetto di valutazione da parte della Corte dei Conti, chiamata a esprimersi sulla legittimità della procedura.

Secondo le osservazioni emerse, la scelta dell’operatore sarebbe giustificata sulla base di una presunta infungibilità, cioè l’unicità del soggetto individuato, ma tale condizione non risulterebbe pienamente riconosciuta sul piano giuridico. Inoltre, viene sollevata la questione della necessità di una gara pubblica per la cessione di un’infrastruttura strategica come uno scalo aeroportuale.

A complicare ulteriormente il quadro è anche il tema della territorialità, previsto dallo statuto dell’ente camerale, che limita l’azione dell’istituzione al proprio ambito geografico di competenza. L’inclusione di altri aeroporti regionali nel perimetro della futura holding solleva quindi interrogativi sulla compatibilità normativa dell’operazione.

In questo contesto, la corsa verso la privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari appare legata a una tempistica sempre più stringente, con una scadenza inizialmente fissata entro l’anno. Tuttavia, la necessità di nuovi passaggi istruttori e i rilievi degli organi di controllo potrebbero allungare ulteriormente i tempi.

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di una società in piena trasformazione, dove il rafforzamento della struttura manageriale e la revisione dei compensi si intrecciano con un processo di riforma industriale ancora aperto e soggetto a verifiche istituzionali decisive.

Redazione

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