Cagliari compie un salto di qualità nella trasformazione tecnologica della pubblica amministrazione e conquista il livello più elevato di maturità digitale tra i Comuni capoluogo italiani. È quanto emerge dall’ottava edizione dell’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo realizzata da FPA per Deda Next, presentata oggi al FORUM PA 2026.
La ricerca analizza il grado di avanzamento delle amministrazioni comunali italiane nel percorso di digitalizzazione previsto dal PNRR, misurando la capacità dei territori di innovare servizi, infrastrutture e gestione dei dati pubblici.
Per il capoluogo sardo si tratta di un risultato particolarmente significativo: la città passa infatti dalla fascia “medio-alta” alla fascia “buona”, il livello più alto previsto dal sistema di valutazione.
Cresce l’indice di maturità digitale
Secondo i dati emersi dall’indagine, Cagliari registra un incremento del 15% nell’indice Ca.Re. (Cambiamento Realizzato), passando da un punteggio di 64 a 74.
Il modello Ca.Re., sviluppato da Deda Next, rappresenta uno strumento di benchmark utilizzato per valutare il livello di innovazione digitale delle amministrazioni pubbliche italiane. L’obiettivo è misurare concretamente i risultati raggiunti e individuare gli ambiti sui quali intervenire per migliorare ulteriormente servizi e infrastrutture.
Il risultato ottenuto dal Comune di Cagliari arriva a poche settimane dalla chiusura ufficiale del PNRR, successivamente alla scadenza fissata per il completamento dei progetti di PA Digitale 2026.
Servizi online sempre più avanzati
Tra gli elementi che hanno contribuito alla crescita del capoluogo sardo spicca il miglioramento dell’indice Digital Public Services, che valuta qualità ed efficienza dei servizi online offerti ai cittadini.
Cagliari raggiunge un punteggio di 80, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Un dato che riflette il potenziamento dei servizi digitali comunali, l’ampliamento delle procedure online e una maggiore accessibilità delle piattaforme pubbliche.
Negli ultimi anni molte pratiche amministrative sono state progressivamente digitalizzate, consentendo ai cittadini di accedere ai servizi senza recarsi fisicamente negli uffici comunali.
Bene anche interoperabilità e dati digitali
Importanti progressi emergono anche sul fronte dell’integrazione tecnologica con le piattaforme nazionali della pubblica amministrazione.
L’indice Digital PA, che misura il livello di connessione con i principali sistemi nazionali, raggiunge quota 81, in crescita del 4% rispetto al 2025.
Ancora più marcato il miglioramento dell’indice Digital Data Gov, relativo a open data, interoperabilità e utilizzo della Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND). In questo caso il punteggio sale a 60, registrando un incremento del 35% in un solo anno.
Si tratta di un indicatore particolarmente rilevante perché misura la capacità delle amministrazioni di condividere dati, integrare sistemi e sviluppare servizi pubblici più efficienti attraverso la gestione intelligente delle informazioni.
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