ASL Cagliari: scuse ufficiali per il malato di SLA in attesa 14 ore

Il Direttore Generale Atzori annuncia audit e nuove misure per i pazienti fragili

ospedale

Il Direttore Generale della ASL di Cagliari, Aldo Atzori, ha voluto intervenire dopo la segnalazione sulla lunga attesa subita da un malato di SLA al Pronto Soccorso del SS Trinità, riportata dalla stampa locale. L’uomo, tracheostomizzato, ha atteso 14 ore prima di ricevere assistenza.

Il manager ha espresso le proprie scuse alla famiglia del paziente e sottolineato la gravità dell’episodio: “Ho letto con dolore la vicenda raccontata da alcuni giornali – afferma il Dg Aldo Atzori – ed esprimo vicinanza al paziente. Nessuno, e soprattutto una persona trachestomizzata, deve attendere 14 ore in Pronto Soccorso. Ci auguriamo con forza che questi episodi non accadano più. Il caso è inaccettabile e merita chiarezza”.

Per garantire maggiore trasparenza e responsabilità, Atzori ha disposto un audit interno volto a ricostruire i tempi e le cause della criticità registrata.

Oltre al singolo episodio, il direttore generale ha illustrato le strategie della ASL per ridurre il carico sul Pronto Soccorso e migliorare la gestione dei pazienti più fragili. Tra le iniziative già attivate: aumento dei posti letto in osservazione breve, percorsi di dimissione protetta e l’apertura di ambulatori di prossimità, come quello di Sant’Elia, per garantire cure tempestive sul territorio.

“Un paziente trachestomizzato non può stare in sala d’attesa, deve avere priorità, stanza dedicata, personale che conosce il problema. È un tema di umanizzazione, prima ancora che di numeri”, ha sottolineato Atzori, anticipando anche interventi formativi specifici per il personale del PS.

Infine, la ASL sta potenziando l’assistenza domiciliare tramite il DM 77 e le risorse del PNRR, portando cure palliative, infermieri e medici direttamente a casa dei pazienti con patologie critiche, con l’obiettivo di ridurre accessi impropri e garantire maggiore dignità.

Il direttore generale ha concluso ribadendo l’impegno dell’azienda sanitaria: “Chiedo ancora scusa alla famiglia per l’attesa e l’angoscia vissuta. La ASL non si nasconde, prendiamo atto del problema e lo trasformiamo in impegno concreto. La mia porta e quella della Direzione sanitaria sono aperte per incontrare i familiari e le associazioni dei malati di SLA”.

Redazione

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