Una complessa operazione contro la criminalità transnazionale ha portato alla luce una presunta rete internazionale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con collegamenti tra Algeria, Sardegna e Francia.
L’operazione, denominata “Phantom”, è stata condotta dal Servizio Centrale Operativo (SCO) della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Cagliari, con il supporto della SISCO, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia.
Nelle prime ore della mattina oltre 100 operatori della Polizia di Stato hanno dato esecuzione a un provvedimento di fermo emesso dalla DDA nei confronti di persone ritenute gravemente indiziate di appartenere a un sodalizio criminale internazionale.
L’organizzazione e i gommoni “Phantom”
Il nome dell’indagine deriva dai potenti gommoni ad alte prestazioni denominati “Phantom”, che secondo gli investigatori sarebbero stati destinati alle attività dell’organizzazione.
Le imbarcazioni sarebbero state utilizzate per pianificare il trasporto di migranti irregolari attraverso il Mediterraneo e, secondo quanto emerso dalle indagini, anche per un possibile traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Gli investigatori hanno ricostruito una struttura organizzata con ruoli differenti e collegamenti stabili tra più Paesi.
Il collegamento tra Algeria, Sardegna e Marsiglia
Secondo il quadro investigativo, il gruppo avrebbe sviluppato un sistema operativo articolato lungo l’asse:
- El Kala, in Algeria, dove sarebbero stati reclutati i migranti e organizzate le partenze;
- Cagliari e il territorio sardo, dove sarebbe stata presente la struttura incaricata dell’accoglienza, del supporto logistico e della predisposizione di documenti falsificati;
- Marsiglia, in Francia, dove sarebbe stato individuato un presunto referente per il finanziamento dell’organizzazione e il reperimento dei mezzi navali.
Al vertice del gruppo, secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, sarebbe stato individuato un cittadino algerino richiedente asilo recentemente stabilitosi nel Cagliaritano.
L’uomo avrebbe avuto, secondo l’ipotesi investigativa, il compito di coordinare il reclutamento dei migranti, la raccolta del denaro necessario alle traversate e l’organizzazione dei viaggi verso le coste della Sardegna.
Cinque traversate ricostruite dagli investigatori
L’attività investigativa, avviata nel mese di febbraio, ha permesso di ricostruire almeno cinque traversate clandestine partite dalla città algerina di El Kala e dirette verso il sud della Sardegna.
Gli investigatori hanno documentato un presunto sistema organizzato per il trasferimento dei migranti, individuando anche i soggetti ritenuti coinvolti nella conduzione delle imbarcazioni.
Secondo quanto emerso, ogni migrante avrebbe versato alle organizzazioni criminali una somma stimata intorno ai 2.500 euro per raggiungere il territorio italiano.
Il sistema dei documenti falsi
Un altro aspetto dell’indagine riguarda la presunta produzione di documentazione contraffatta.
Gli investigatori avrebbero individuato un sistema di falsificazione dei modelli C3, documenti relativi alla richiesta di protezione internazionale.
Secondo l’ipotesi investigativa, i falsi sarebbero stati realizzati attraverso l’alterazione di documenti autentici e la sostituzione delle fotografie identificative.
I documenti sarebbero stati ceduti per circa 150 euro, consentendo ai cittadini stranieri di permanere e spostarsi illegalmente sul territorio nazionale.
Sempre secondo gli investigatori, alcuni appartenenti al gruppo avrebbero tentato di infiltrarsi nelle strutture di accoglienza, senza coinvolgimento delle società che le gestiscono, per recuperare documentazione utile alla realizzazione dei falsi.
Il progetto di una nuova rotta nel Mediterraneo
L’indagine avrebbe inoltre evidenziato un progetto destinato ad ampliare il traffico di migranti.
L’organizzazione avrebbe pianificato una nuova rotta con partenza dalle coste sarde verso l’isola tunisina di La Galite, dove sarebbero stati imbarcati gruppi di migranti per poi rientrare rapidamente in Sardegna con i gommoni ad alta velocità.
Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di aumentare il numero delle traversate e i profitti dell’organizzazione.
Il presunto traffico di droga
Nel corso delle investigazioni sarebbe emersa anche la preparazione di un possibile traffico internazionale di stupefacenti.
Secondo gli elementi raccolti, il gruppo avrebbe pianificato l’importazione dalla Spagna di circa:
- 500 chilogrammi di hashish;
- 10 chilogrammi di cocaina.
Il trasporto sarebbe dovuto avvenire via mare utilizzando i gommoni “Phantom”.
Il progetto, però, non sarebbe stato portato a termine e nel provvedimento di fermo non sarebbero stati contestati reati relativi al traffico di droga.
L’operazione della Polizia di Stato
Il provvedimento è stato eseguito con un imponente impiego di forze.
Alle attività hanno partecipato operatori dello SCO, della Squadra Mobile di Cagliari, della SISCO, del Reparto Prevenzione Crimine, del Reparto Volo, delle unità cinofile, del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica e del XIII Reparto Mobile Sardegna.
La Direzione Distrettuale Antimafia ha disposto i fermi sulla base dei gravi indizi raccolti e del presunto rischio di fuga di alcuni degli indagati.
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