Con l’arrivo della stagione estiva torna puntuale anche il dibattito sulla posidonia spiaggiata lungo le coste della Sardegna. Una questione che ogni anno divide amministrazioni, operatori turistici, ambientalisti e cittadini: quei grandi accumuli marroni sulla battigia sono un fastidioso rifiuto da rimuovere oppure una preziosa difesa naturale per le spiagge?
Il tema è tornato particolarmente caldo a Cagliari, dove gli ammassi di Posidonia oceanica stanno interessando ampi tratti del Poetto, la principale spiaggia cittadina.
Cosa sono le “banquettes”
I cumuli di posidonia che si accumulano sulla riva vengono chiamati “banquettes”. Si formano dopo le mareggiate e sono costituiti non soltanto dai resti della pianta marina, ma anche da sabbia, detriti, materiale organico e piccoli rifiuti trasportati dal mare.
Con il tempo questi materiali si intrecciano creando una sorta di tappeto naturale spesso poco gradevole dal punto di vista estetico e olfattivo, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate dai bagnanti.
La loro permanenza sulla spiaggia può durare settimane o mesi, fino all’arrivo di nuove mareggiate oppure alla rimozione meccanica da parte delle amministrazioni locali.
Il caso del Poetto e le regate internazionali
A Cagliari la questione si è intensificata anche per la concomitanza con un importante evento internazionale: dal 21 al 24 maggio il capoluogo ospiterà infatti le regate preliminari della Louis Vuitton Cup, anticamera dell’America’s Cup prevista il prossimo anno a Napoli.
Secondo diversi operatori turistici, albergatori ed esercenti, l’immagine del Poetto coperto dalla posidonia rischierebbe di penalizzare la percezione della città agli occhi del pubblico internazionale e dei visitatori.
Per questo motivo è stata avanzata la richiesta di procedere alla rimozione degli accumuli presenti lungo la spiaggia.
Il Comune: “La posidonia aiuta a proteggere la spiaggia”
Di diverso avviso, però, è l’amministrazione comunale di Cagliari.
L’assessora all’Ambiente Luisa Giua Marassi ha infatti sottolineato come la presenza della posidonia venga considerata una risorsa importante soprattutto nelle aree maggiormente esposte all’erosione costiera.
“Soprattutto in tratti come quello della prima fermata, dove il problema dell’erosione è maggiormente sentito, l’arrivo della posidonia è salutato come un’opportunità, che consentirà di ricostituire e ripristinare la spiaggia”, ha spiegato l’assessora.
Secondo numerosi studi scientifici, infatti, le banquettes svolgono una funzione naturale di protezione della costa, contribuendo a trattenere la sabbia e limitare l’erosione provocata dal moto ondoso.
Tra tutela ambientale e fruibilità turistica
Il confronto resta quindi aperto tra esigenze ambientali e necessità turistiche.
Da una parte la tutela degli ecosistemi marini e la protezione naturale delle spiagge; dall’altra la volontà di garantire piena fruibilità degli arenili durante la stagione balneare e in occasione di grandi eventi internazionali.
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