La Sardegna e la Sassonia compiono un passo decisivo verso un obiettivo condiviso: sostenere insieme la realizzazione dell’Einstein Telescope, il futuro rilevatore di onde gravitazionali destinato ad aprire nuove frontiere nello studio dell’universo primordiale. La cooperazione è stata ufficializzata con la firma, ieri, di una dichiarazione di intenti tra la Regione Autonoma della Sardegna e lo Stato libero di Sassonia, sottoscritta nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca.
L’intesa rafforza una strategia comune che vede entrambe le regioni candidate a ospitare l’infrastruttura scientifica. Da un lato la Sardegna, con il sito di Sos Enattos a Lula, dall’altro la Sassonia, con l’area della Lusazia. L’accordo tiene conto dell’ipotesi progettuale dell’Einstein Telescope a doppia L, una configurazione che prevede la costruzione di due osservatori gemelli e che consentirebbe di aumentare la sensibilità nella rilevazione dei segnali gravitazionali più deboli.
Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti istituzionali e scientifici di primo piano, tra cui la Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, il Ministro presidente della Sassonia Michael Kretschmer (in collegamento da remoto), il Ministro sassone della Scienza Sebastian Gemkow e delegazioni delle rispettive comunità scientifiche.
La ministra Bernini ha sottolineato il valore politico e scientifico dell’intesa affermando: “L’accordo tra Sardegna e Sassonia rafforza una visione e un’ambizione comuni: sviluppare una collaborazione solida e di lungo periodo nel campo delle onde gravitazionali, uno dei settori più avanzati della ricerca scientifica globale, anche grazie al sostegno del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e grazie allo spirito di collaborazione istituzionale dimostrato dalla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che ha contribuito in modo determinante al rafforzamento del dialogo e del lavoro comune“.
La ministra ha inoltre evidenziato come l’Einstein Telescope rappresenti un investimento strategico per la competitività scientifica europea, capace di attrarre competenze e innovazione in un contesto globale in rapida evoluzione.
Per la presidente Todde, l’accordo segna una tappa fondamentale del percorso intrapreso dalla Sardegna. “Oggi è un giorno cruciale dell’ambizioso percorso che abbiamo intrapreso con la candidatura del sito di Sos Enattos a ospitare l’ET”, ha dichiarato, spiegando come la candidatura sassone non sia stata percepita come una minaccia, bensì come un’opportunità di cooperazione. La scelta di unire le forze risponde anche alle indicazioni della comunità scientifica internazionale, che guarda con favore a una soluzione condivisa.
La presidente ha inoltre rimarcato il valore aggiunto di una collaborazione tra territori periferici europei, frutto di un lavoro paziente costruito nel tempo insieme al MUR, al Ministero degli Affari Esteri, all’INFN e ai partner internazionali. Un percorso basato su dati scientifici, relazioni istituzionali e confronto costante.
Sul fronte della ricerca, il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Antonio Zoccoli, ha ricordato che la cooperazione tra scienziati italiani e sassoni è già avviata da tempo. “Il fatto che questa collaborazione si estenda ora anche alle istituzioni politiche rappresenta un ulteriore tassello fondamentale, che rafforza le candidature delle due regioni a ospitare il futuro osservatorio di onde gravitazionali”, ha spiegato, richiamando le attività congiunte già in corso.
Negli ultimi mesi, infatti, INFN e DZA hanno siglato una lettera di intenti e avviato iniziative comuni, tra cui incontri istituzionali a Dresda e l’installazione di una stazione avanzata di monitoraggio del rumore elettromagnetico nel sito sassone candidato. Azioni che consolidano una alleanza scientifica europea sempre più strutturata.
L’accordo tra Sardegna e Sassonia si configura così come un modello di cooperazione internazionale, capace di coniugare ambizione scientifica, visione politica e sviluppo territoriale, rafforzando la posizione dell’Europa nella corsa alle grandi infrastrutture di ricerca del futuro.
Foto e video: Regione Sardegna
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