Regione: Cammino Minerario di Santa Barbara: al via la fase operativa da 13 milioni

Investimenti regionali per valorizzare il patrimonio minerario e promuovere uno sviluppo economico sostenibile nei territori coinvolti.

Il Cammino Minerario di Santa Barbara entra ufficialmente nella sua fase attuativa l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) del progetto. Si tratta di un’iniziativa di sviluppo territoriale integrato, finanziata principalmente attraverso il PR Sardegna FESR 2021-2027 e fondi regionali, con un investimento complessivo che supera i 13 milioni di euro, precisamente con una dotazione complessiva di 13.137.711 euro, di cui 8.637.711 euro a valere sul FESR.

La Conferenza stampa di presentazione, tenutasi oggi, ha visto la partecipazione dell’Assessore Regionale alla Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni, e del Presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai.

Durante l’incontro, l’Assessore Meloni ha dichiarato: “Con questo passaggio, l’ITI del Cammino Minerario di Santa Barbara entra nella fase della realizzazione. Finanziamo una strategia integrata che si basa su identità, patrimonio culturale, ambiente, mobilità dolce, accoglienza e nuove opportunità per le comunità locali”.

Il Presidente della Fondazione, Mauro Usai, ha aggiunto: “l’ITI rappresenta un riconoscimento importante da parte della Regione Sardegna ovvero l’idea che, uno sviluppo realmente sostenibile non solo sia possibile, ma già in atto”.

Il progetto coinvolge 51 Comuni e interessa oltre 295.000 abitanti, rendendolo uno degli interventi più significativi mai realizzati per la valorizzazione delle aree minerarie della Sardegna. L’obiettivo è quello di promuovere la rigenerazione del patrimonio storico, ambientale e culturale, in particolare nelle zone minerarie dismesse, trasformando il Cammino Minerario in una vera e propria risorsa per il rilancio economico e la coesione sociale delle aree interessate.

Infrastrutture, accoglienza e mobilità dolce sono i pilastri del piano, con interventi mirati alla riqualificazione dei sentieri e alla messa in sicurezza delle ciclovie e ippovie. Un focus particolare è dato al recupero delle ferrovie minerarie dismesse, che saranno trasformate in infrastrutture di mobilità dolce, favorendo il turismo sostenibile e l’accessibilità universale.

Inoltre, il progetto prevede la creazione di strutture di accoglienza dedicate ai pellegrini e agli escursionisti, con l’uso di immobili pubblici destinati a diventare posadas. Non meno importante è l’adozione di pratiche per l’efficientamento energetico e la creazione di comunità energetiche, che contribuiranno alla sostenibilità ambientale dei borghi attraversati dal Cammino.

I territori segnati dalla storia mineraria della Sardegna custodiscono una memoria profonda, ma anche potenzialità importanti per il futuro. Il nostro compito, come Regione, è accompagnare questa trasformazione: recuperare ciò che rischiava di restare in disuso e farlo diventare un insieme di infrastrutture capaci di produrre sviluppo, coesione e lavoro. Programmare significa investire dove esistono energie locali, patrimoni da valorizzare e potenzialità ancora non pienamente espresse. Il Cammino Minerario di Santa Barbara risponde pienamente a questa visione e indica una strada possibile per costruire crescita sostenibile e turismo diffuso a partire dai patrimoni locali. Come Regione continueremo a seguire questo percorso con attenzione, perché le risorse programmate devono tradursi in opere, servizi e risultati misurabili per i territori e per le persone che li abitano”.

Nel corso degli ultimi anni, il Cammino Minerario di Santa Barbara ha ottenuto risultati straordinari. Tra il 2022 e il 2025, le presenze turistiche sono aumentate di oltre il 464%, contribuendo a destagionalizzare il turismo regionale e favorendo l’afflusso di visitatori anche nei periodi meno affollati.

Il progetto ha anche registrato un incremento del 30% delle presenze nei primi mesi del 2026, un dato che conferma la crescente attrattività di questo percorso, con camminatori provenienti non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa.

Con i nuovi itinerari che si estendono a tutta l’isola, da Nord a Sud, e l’inclusione di numerosi Comuni sardi, l’iniziativa si sta consolidando come un modello di sviluppo territoriale sostenibile, capace di portare benefici economici e sociali a lungo termine, valorizzando il patrimonio minerario della Sardegna e contribuendo al rilancio dell’economia locale.

Questo ambizioso progetto dimostra che la valorizzazione dei patrimoni minerari non è solo un’opportunità per riqualificare le aree abbandonate, ma anche un motore per creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo economico per le comunità locali.

Foto: Regione Sardegna
Redazione

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