Sardegna, incentivi per il lavoro stabile: al via il piano contro il part-time involontario

La Regione stanzia un milione di euro per sostenere le aziende che trasformano i contratti precari in rapporti a tempo pieno e indeterminato, con attenzione a giovani e donne

Contrastare il part-time involontario e promuovere il lavoro stabile e di qualità: è questo l’obiettivo della nuova misura approvata dalla Giunta Regionale Sarda, su proposta dell’Assessore del Lavoro Desirè Manca, che ha destinato un milione di euro a un incentivo per le imprese che stabilizzano i rapporti di lavoro.

La misura prevede un contributo economico per le aziende che trasformano contratti a tempo determinato e parziale in contratti a tempo pieno e indeterminato, previa intesa scritta tra datore di lavoro e dipendente. L’iniziativa nasce per affrontare un fenomeno strutturale che penalizza in particolare le donne e i giovani, soprattutto in Sardegna, regione che secondo il rapporto Istat 2025 registra i tassi più alti di part-time involontario in Italia.

L’Assessore Desirè Manca ha dichiarato:
«I contratti part-time, quando imposti dal datore di lavoro, possono diventare una trappola da cui difficilmente si riesce a uscire. Dietro il fenomeno del part-time involontario si cela una forma di precariato che colpisce soprattutto le donne, costrette a lavorare meno ore, ad accettare buste paga ridotte e spesso a fare straordinari non retribuiti. Di fatto, è un ostacolo a un’indipendenza economica reale che impedisce al lavoratore di pianificare il futuro, una famiglia, di avere una qualità della vita dignitosa. Troppo spesso è una condanna a una vita di povertà».

Il nuovo incentivo varia in base all’età del lavoratore stabilizzato:

  • 75% della retribuzione lorda annua per lavoratrici e lavoratori tra i 18 e i 34 anni,
  • 70% per chi ha tra 35 e 49 anni,
  • 65% per gli over 50.

I dati Istat evidenziano un quadro particolarmente critico in Sardegna: il 24% delle donne impiegate non riesce ad accedere a un contratto full time pur desiderandolo, mentre tra gli under 35, il 28,1% ha un impiego a termine e il 5,9% anche un part-time involontario. Le percentuali salgono ulteriormente nella fascia femminile, dove il 13,7% delle lavoratrici ha un impiego part-time non voluto e il 4,3% di queste ha anche un contratto temporaneo.

L’obiettivo è duplice: da un lato, sostenere le imprese virtuose, dall’altro, offrire a lavoratori e lavoratrici nuove opportunità di stabilità e autonomia economica, garantendo condizioni dignitose di vita e lavoro.

«Lavoriamo per incrementare e salvaguardare i livelli occupazionali – ha concluso Manca – e ci impegniamo soprattutto per garantire una qualità della vita dignitosa a tutte le persone, in particolare a chi ha più difficoltà».

L’iniziativa si inserisce all’interno di una strategia più ampia di contrasto alla precarietà, che mira a rendere il mercato del lavoro sardo più inclusivo, equo e orientato alla piena occupazione.

Redazione

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