Dal 7 aprile stop ai finti artigiani. I termini “artigianato” e “artigianale” non potranno più essere usati con leggerezza o, peggio, in modo
ingannevole. Per questo utilizzare i due termini senza essere veramente una impresa artigiana potrà costare caro: fino all’1% del
fatturato, con una multa minima di 25.000 euro per singola infrazione.
Lo stabilisce la Legge annuale PMI, attraverso l’articolo 16 della Legge 34 dell’11 marzo 2026, in vigore appunto dal prossimo martedì,
che introduce una stretta sull’uso delle denominazioni “artigianato” e “artigianale”. Per ogni violazione commessa nell’uso improprio della denominazione, è prevista una sanzione minima di 25.000 euro.
In Sardegna il settore artigiano rappresenta una componente fondamentale del sistema economico locale, con 34.000 imprese e quasi
100.000 addetti.
.”Questa è una battaglia vinta con determinazione da Confartigianato – afferma Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna – e
segna la fine della concorrenza sleale: vince l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Sardegna e made in Italy”.
“Si tratta di un provvedimento fondamentale per contrastare forme di concorrenza non corrette, restituire valore al lavoro artigiano e tutelare i consumatori – aggiunge Meloni – un segnale di attenzione verso un sistema produttivo fondamentale a livello nazionale e regionale. La
norma, infatti, colma una lacuna normativa, un clamoroso vuoto normativo storico, che per decenni ha generato incertezza sul mercato”.
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