Cresce un cauto ottimismo sulla presenza dei buoi alla 370ª Festa di Sant’Efisio, nonostante l’emergenza sanitaria legata alla dermatite bovina che ha colpito il Sarrabus. Il nuovo focolaio ha inizialmente fatto temere il blocco della movimentazione degli animali, mettendo a rischio uno degli elementi più simbolici della manifestazione.
Negli ultimi giorni, tuttavia, lo scenario sembra evolversi in modo più favorevole. Dopo gli abbattimenti effettuati per contenere il contagio, l’ipotesi di una quarantena rigida appare meno concreta, anche se sarà necessario attendere ancora per una conferma ufficiale. Le indicazioni che filtrano vanno verso un possibile via libera allo spostamento dei bovini nei giorni della festa.
Resta comunque alta l’attenzione sulla situazione epidemiologica. Le decisioni definitive dipenderanno dall’andamento del focolaio e dalle valutazioni delle autorità sanitarie, chiamate a garantire la sicurezza degli allevamenti e del territorio.
Fin dall’inizio dell’emergenza, l’organizzazione della festa e l’Arciconfraternita di Sant’Efisio hanno richiesto chiarimenti all’Asl e alla Regione. Al momento non sono ancora arrivate risposte ufficiali, ma si fa strada la possibilità che il temuto blocco entro il raggio di 50 chilometri dal focolaio di Muravera – area che include anche Cagliari – non venga applicato.
Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, i buoi potrebbero trainare regolarmente il cocchio del santo durante il pellegrinaggio previsto per venerdì. Una soluzione che permetterebbe di mantenere intatta la tradizione, elemento centrale per una delle manifestazioni religiose più sentite dell’isola.
Nel frattempo, sono state valutate anche alternative. Tra queste, il trasporto del simulacro a spalla fino a Capoterra oppure l’utilizzo di un mezzo come un furgoncino. Ipotesi considerate solo come piani di riserva, anche per le complessità legate alle necessarie autorizzazioni.
L’obiettivo principale resta quello di garantire lo svolgimento della festa secondo le consuetudini storiche. La presenza dei buoi rappresenta infatti un simbolo identitario della processione, motivo per cui si continua a lavorare per evitare modifiche al rito.
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