Plastica in crisi, in Gallura nuovi spazi per gli imballaggi

La Provincia di Olbia-Tempio autorizza un deposito temporaneo nella discarica di Spiritu Santu per evitare il blocco della raccolta differenziata. Previsto lo stoccaggio di 2.500 tonnellate di plastica per sei mesi

La crisi della filiera della plastica mette sotto pressione anche la Gallura, dove si è reso necessario un intervento straordinario per scongiurare il rischio di un blocco nella raccolta domiciliare degli imballaggi. La Provincia ha autorizzato l’utilizzo di nuovi spazi all’interno della discarica di Spiritu Santu, a Olbia, per consentire lo stoccaggio temporaneo dei rifiuti plastici in attesa del loro avvio al recupero.

Il provvedimento è stato firmato dal presidente della Provincia, Settimo Nizzi, con l’obiettivo di garantire la continuità del servizio nei Comuni galluresi e impedire che l’accumulo di materiale non ritirato provochi disagi ai cittadini e problemi nella gestione della raccolta differenziata.

L’area individuata all’interno dell’impianto gestito dal Cipnes potrà ospitare, per un periodo massimo di sei mesi, fino a 2.500 tonnellate di plastica raccolta e compressa in balle. Il deposito occuperà circa 1.500 metri quadrati attualmente inutilizzati, spazi che in origine erano destinati alla gestione di altre tipologie di materiali, tra cui carta e cartone, rifiuti lignei e materiali inerti.

Per garantire il controllo delle quantità accumulate e dei successivi trasferimenti, è stato previsto un sistema di monitoraggio. Il Consorzio industriale dovrà predisporre una relazione settimanale con i dati relativi ai quantitativi di plastica conferiti nell’impianto e a quelli effettivamente ritirati dai consorzi della filiera.

Alla base della decisione c’è la necessità di evitare una situazione di emergenza nelle piattaforme autorizzate allo stoccaggio presenti sul territorio. La riduzione della capacità di assorbimento della filiera, infatti, aveva fatto aumentare il rischio di saturazione degli impianti locali, con la conseguente possibilità di interrompere i ritiri porta a porta degli imballaggi in plastica.

Uno stop alla raccolta avrebbe potuto generare pesanti conseguenze per numerosi Comuni della Gallura, alcuni dei quali avevano già iniziato a valutare misure temporanee per limitare o sospendere il servizio a causa della difficoltà nel conferimento del materiale raccolto.

L’ordinanza nasce dopo un confronto tra la Regione Sardegna, la Provincia e Corepla, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica. L’obiettivo condiviso è quello di affrontare una fase complessa del settore e garantire la prosecuzione delle attività in attesa di una stabilizzazione del sistema.

Nel documento firmato da Nizzi viene evidenziato come l’interruzione della raccolta differenziata avrebbe potuto determinare conseguenze rilevanti sotto diversi aspetti. L’accumulo di plastica nelle abitazioni e negli spazi pubblici avrebbe infatti aumentato il rischio di abbandoni illegali, con possibili ripercussioni sul piano ambientale, sanitario ed economico.

La soluzione adottata in Gallura rappresenta il terzo intervento di questo tipo attivato in Sardegna. Prima di Spiritu Santu erano già state individuate strutture alternative a Macchiareddu, nell’area di Cagliari, e a Scala Erre, nel territorio di Sassari.

La disponibilità degli spazi olbiesi permette quindi di alleggerire temporaneamente la pressione sugli impianti regionali e di mantenere operativo il sistema di raccolta. La difficoltà nasce da una crisi più ampia che coinvolge l’intero comparto nazionale della plastica, legata alla contrazione del mercato dei materiali riciclati e al rallentamento dei flussi diretti verso gli impianti di trattamento.

La misura adottata non rappresenta una soluzione definitiva al problema della filiera, ma consente di guadagnare tempo e di evitare che le difficoltà del settore si trasformino in un’interruzione dei servizi essenziali per cittadini e amministrazioni locali.

Redazione

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