Il Comune di Arzachena ha avviato il percorso per acquisire sei immobili confiscati definitivamente alla criminalità organizzata e trasformarli in risorse a disposizione della comunità. La Giunta comunale ha approvato la manifestazione di interesse nell’ambito della procedura promossa dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati, con l’obiettivo di inserire gli immobili nel patrimonio indisponibile dell’ente.
I beni interessati si trovano in alcune delle zone più conosciute del territorio arzachenese, tra cui Porto Cervo, via delle Regate e l’area di Pantogia. L’acquisizione, se autorizzata dall’Agenzia nazionale competente, consentirà all’amministrazione comunale di utilizzare gli immobili per finalità pubbliche, istituzionali e sociali.
Le verifiche tecniche sugli immobili
Prima di presentare la richiesta di acquisizione, gli uffici comunali hanno svolto una serie di controlli tecnici riguardanti gli aspetti catastali, urbanistici ed edilizi dei beni coinvolti.
Dalle verifiche è emerso che tre immobili risultano conformi sotto il profilo amministrativo, mentre per altri sono state evidenziate alcune situazioni che richiedono ulteriori valutazioni. In particolare, per una struttura rimane aperta una procedura di condono edilizio presentata nel 2004, mentre per un immobile situato a Porto Cervo saranno necessari ulteriori approfondimenti.
Un ulteriore bene dovrà invece essere analizzato insieme all’unità immobiliare collegata, così da definire con maggiore precisione la situazione complessiva e le eventuali modalità di utilizzo futuro.
La decisione finale spetterà all’Agenzia nazionale
L’eventuale trasferimento degli immobili al Comune di Arzachena non sarà automatico, ma dipenderà dal provvedimento dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati. Soltanto dopo l’assegnazione ufficiale l’amministrazione potrà stabilire la destinazione concreta delle strutture.
La scelta dell’ente è orientata verso un utilizzo che possa generare valore pubblico, attraverso attività e servizi rivolti alla collettività. Gli immobili potrebbero quindi diventare strumenti per sostenere iniziative istituzionali, progetti sociali o altre attività di interesse generale.
Un percorso già avviato con altri beni confiscati
L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia portata avanti negli anni dal Comune di Arzachena, che ha già acquisito altri beni confiscati destinandoli a progetti di valorizzazione del territorio.
Nel 2016 l’amministrazione aveva infatti ottenuto cinque ettari nell’area dello stagno di Saloni, una superficie oggi coinvolta nel progetto “Parco dell’Inclusione”. L’intervento è stato finanziato attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza con un investimento pari a 2,25 milioni di euro, con l’obiettivo di creare un nuovo spazio dedicato all’inclusione e alla fruizione pubblica.
Più recentemente, nel mese di maggio, è stato trasferito al Comune anche il compendio delle Ville Jacques Couëlle di Monti Mannu, nella zona di Abbiadori. Si tratta di un’area di circa 30 mila metri quadrati, con un valore stimato superiore ai 37 milioni di euro, destinata a ospitare il futuro Museo della Costa Smeralda.
Nuove opportunità per il patrimonio pubblico
L’acquisizione dei sei immobili rappresenta un ulteriore passaggio nel processo di recupero e riutilizzo dei beni confiscati, con l’intento di trasformare patrimoni sottratti alla criminalità in strumenti al servizio della collettività.
Arzachena prosegue così il percorso di valorizzazione del patrimonio pubblico, puntando sul recupero di immobili strategici da destinare a iniziative capaci di rafforzare il tessuto sociale e culturale del territorio.
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