La vertenza sulla sanità gallurese entra in una fase di tregua temporanea. Dopo settimane di tensioni e proteste, le sigle sindacali confederali hanno deciso di sospendere, almeno per il momento, lo sciopero annunciato contro la gestione sanitaria nel Nord Est della Sardegna. La decisione è maturata al termine di una serie di incontri con la presidente della Regione e assessora alla Sanità Alessandra Todde.
L’apertura di credito concessa da Cgil, Cisl e Uil sarà valida fino a settembre e rappresenta una sorta di armistizio istituzionale in attesa di verificare i risultati concreti degli impegni presi dalla Regione. Al centro del confronto resta la situazione critica degli ospedali galluresi, considerata ormai non più sostenibile soprattutto in vista dell’estate, periodo in cui il numero di utenti del sistema sanitario potrebbe aumentare fino al 400 per cento nelle principali località turistiche.
Tra i punti ritenuti prioritari dai sindacati figura il mantenimento dei posti letto per acuti e post-acuti negli ospedali di comunità di Olbia, Tempio e La Maddalena. La Regione avrebbe garantito che i nuovi reparti previsti saranno aggiuntivi e non sostitutivi, evitando quindi riduzioni dell’offerta sanitaria esistente.
Altro tema centrale riguarda il ripristino del Servizio psichiatrico di Diagnosi e Cura all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. In questo caso, l’impegno assunto prevederebbe l’assunzione di quattro specialisti necessari alla riattivazione del servizio, da tempo al centro delle richieste del territorio.
Sul fronte dell’emergenza-urgenza arrivano segnali anche per i Pronto soccorso. Dal primo luglio il presidio di Olbia potrà contare su sei specialisti, mentre quello di Tempio su due nuovi medici dedicati. Un intervento ritenuto indispensabile per affrontare il forte incremento di accessi previsto durante la stagione estiva.
I sindacati attendono inoltre un piano straordinario di assunzioni dopo la fine dell’esperienza dei cosiddetti “gettonisti”, i medici reclutati tramite cooperative esterne per coprire le carenze di organico. Secondo indiscrezioni emerse durante il confronto con la Regione, ci sarebbero segnali favorevoli all’avvio di nuove procedure per rafforzare stabilmente il personale sanitario.
Particolare attenzione resta puntata anche sul Mater Olbia. Le organizzazioni sindacali chiedono un confronto serrato sulla struttura privata convenzionata, soprattutto per quanto riguarda il rispetto degli accordi relativi all’erogazione di prestazioni sanitarie complesse. Tra le priorità indicate figurano le cure oncologiche e l’accesso ai servizi specialistici per i pazienti del territorio.
Un altro reparto monitorato con attenzione è il Mobi di La Maddalena, la Medicina polispecialistica osservazionale a bassa intensità, considerata strategica per l’assistenza sanitaria dell’arcipelago e da tempo indicata come struttura a rischio chiusura.
Nel frattempo la Cgil ha ottenuto un primo risultato concreto grazie a un accordo raggiunto con il direttore generale della Asl di Olbia, Antonio Irione. L’intesa prevede il pagamento delle indennità spettanti al personale del Pronto soccorso di Olbia e degli altri ospedali del territorio per il triennio 2023-2025.
I dirigenti sindacali, pur evitando dichiarazioni ufficiali sugli ultimi sviluppi della trattativa, mantengono alta l’attenzione sugli impegni presi dalla Regione. La sospensione dello sciopero viene infatti considerata una misura temporanea e subordinata all’attuazione concreta degli interventi annunciati.
Se entro l’estate non dovessero arrivare le assunzioni straordinarie richieste e il potenziamento dei servizi sanitari, le sigle confederali sono pronte a riaprire il conflitto sindacale in una fase particolarmente delicata per la Gallura, alle prese con l’aumento delle presenze turistiche e con un sistema sanitario già fortemente sotto pressione.
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