La Maddalena, fuochi d’artificio in area protetta e arenile occupato

Segnalato uno yacht per lo spettacolo pirotecnico in rada a Marginetto, mentre a Palau scatta il sequestro di lettini e ombrelloni per un’occupazione abusiva della spiaggia

Guardia Costiera

Continua il contrasto agli abusi lungo le coste della Gallura. Il Parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena e la Guardia Costiera hanno segnalato due episodi legati al mancato rispetto delle norme nelle aree sottoposte a tutela ambientale.

Il primo caso riguarda uno yacht dal quale sarebbero stati esplosi fuochi d’artificio mentre l’imbarcazione si trovava in rada a Marginetto, località compresa in una zona sottoposta a tutela assoluta.

Il Parco ha segnalato l’accaduto e richiesto il sequestro dell’imbarcazione, sottolineando la gravità di un comportamento ritenuto incompatibile con le regole previste per le aree protette.

Il richiamo del Parco al rispetto delle regole

Attraverso un messaggio diffuso sui propri canali ufficiali, il Parco dell’arcipelago di La Maddalena ha ribadito che le zone protette non possono essere considerate spazi nei quali derogare alle norme in nome dell’intrattenimento o di interessi privati.

L’utilizzo di fuochi d’artificio in un ambiente di particolare valore naturalistico può provocare disturbo alla fauna, alterare la tranquillità dell’area e creare un precedente negativo, secondo quanto evidenziato dall’ente.

La tutela degli ecosistemi marini e costieri rappresenta infatti uno degli obiettivi principali del Parco, che durante la stagione estiva intensifica i controlli per prevenire comportamenti dannosi per l’ambiente.

Occupazione abusiva a Palau

Un secondo intervento ha riguardato invece il territorio comunale di Palau. La Guardia Costiera di La Maddalena ha accertato l’occupazione abusiva di una vasta porzione di arenile da parte di una struttura ricettiva.

Gli accertamenti hanno rilevato una superficie occupata pari a circa 2.347 metri quadrati, superiore rispetto ai 1.430 metri quadrati autorizzati dai titoli disponibili.

A seguito delle verifiche sono stati posti sotto sequestro 110 lettini e 42 ombrelloni utilizzati nell’area interessata.

Danni alla vegetazione e al paesaggio

Gli approfondimenti condotti dagli operatori hanno evidenziato anche ulteriori criticità relative alla trasformazione dell’area.

Secondo quanto emerso dai controlli, sarebbero state rilevate modifiche dell’assetto naturale dell’arenile, con interventi che avrebbero comportato l’eliminazione di porzioni di macchia mediterranea e una progressiva alterazione delle caratteristiche originarie della zona.

La vicenda riporta l’attenzione sul delicato equilibrio tra attività turistiche e tutela del patrimonio ambientale costiero, soprattutto in territori caratterizzati da un’elevata pressione durante i mesi estivi.

Le autorità proseguono quindi nelle attività di vigilanza per contrastare comportamenti non autorizzati e garantire il rispetto delle norme nelle aree marine e negli arenili sottoposti a protezione.

Redazione

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