Un cantiere nautico situato nel territorio di Arzachena è finito sotto sequestro dopo un’attività di controllo condotta dalla Guardia costiera di La Maddalena. Il provvedimento è stato eseguito a seguito di un decreto emesso dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, nell’ambito di un’indagine che ha coinvolto diversi enti per le verifiche di competenza.
Al centro dell’inchiesta ci sono presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti, negli scarichi industriali e nelle condizioni di sicurezza della struttura. Gli accertamenti, avviati dalla Capitaneria di Porto, sono stati supportati da valutazioni tecniche effettuate dagli organismi preposti alla tutela ambientale, urbanistica e della salute nei luoghi di lavoro.
Controlli su rifiuti e scarichi del cantiere
Le ispezioni hanno riguardato diversi aspetti legati all’attività del cantiere nautico, con particolare attenzione alla gestione dei materiali di scarto prodotti dalle lavorazioni. Secondo quanto comunicato dalla Guardia costiera, sarebbero emerse criticità relative alla presenza di rifiuti speciali, anche potenzialmente pericolosi, non gestiti secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
Durante le verifiche sarebbero stati individuati depositi di materiali considerati non conformi e situazioni ritenute problematiche dal punto di vista ambientale. Gli operatori avrebbero inoltre rilevato la presenza di ristagni con iridescenze compatibili con residui derivanti dalle lavorazioni nautiche.
Un ulteriore elemento contestato riguarda la gestione delle acque. Gli accertamenti avrebbero evidenziato l’assenza di adeguati sistemi per la raccolta e il trattamento delle acque reflue e delle acque meteoriche di dilavamento, con possibili conseguenze sul corretto contenimento degli scarichi prodotti dall’attività.
Verifiche anche su sicurezza e aspetti edilizi
L’attività investigativa non si è concentrata esclusivamente sugli aspetti ambientali. I controlli hanno infatti interessato anche altri profili, tra cui la conformità urbanistico-edilizia e paesaggistica dell’area, oltre alle condizioni di sicurezza presenti all’interno del luogo di lavoro.
Secondo le informazioni diffuse dalla Guardia costiera, gli accertamenti tecnici avrebbero evidenziato alcune criticità riguardanti attrezzature, impianti e organizzazione degli spazi destinati alle attività lavorative.
Particolare attenzione sarebbe stata dedicata anche alla presenza di sistemi di prevenzione e contenimento in caso di eventuali sversamenti accidentali, verificando la disponibilità di dispositivi adeguati alla gestione delle emergenze.
La collaborazione tra gli enti coinvolti
L’intervento è stato coordinato dalla Capitaneria di Porto di La Maddalena con la collaborazione di diversi soggetti istituzionali. Hanno partecipato alle attività, per gli ambiti di rispettiva competenza, l’Arpas, il Comune di Arzachena e lo Spresal dell’Asl Gallura.
L’operazione rientra in un’attività di controllo finalizzata alla tutela dell’ambiente marino e costiero, alla verifica della regolarità delle attività produttive e alla sicurezza dei lavoratori.
La Guardia costiera ha sottolineato che proseguiranno le verifiche sul territorio, con particolare attenzione alle attività legate al settore nautico, considerate la rilevanza economica e la stretta connessione con la tutela degli ecosistemi costieri.
Il sequestro del cantiere rappresenta quindi un nuovo intervento nell’ambito dei controlli ambientali condotti lungo la costa gallurese, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle norme sulla gestione dei rifiuti, sugli scarichi e sulla sicurezza delle strutture produttive.
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