Fine vita, Asl Gallura senza commissione: arriva la diffida

L’associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale contesta il mancato completamento dell’organismo previsto dalla legge regionale e chiede interventi alla sanità sarda

letto d'ospedale

La mancata istituzione della commissione multidisciplinare prevista dalla normativa regionale sul fine vita porta l’Asl Gallura al centro delle contestazioni dell’associazione Tonino Pascali-Sardegna Radicale, che ha presentato una diffida formale alla direzione generale dell’azienda sanitaria e un’istanza di vigilanza all’assessorato regionale della Sanità.

Al centro della vicenda c’è l’applicazione della legge regionale numero 26 del 2025, che stabilisce la creazione, in ogni azienda sanitaria della Sardegna, di una commissione permanente dedicata alle procedure relative al fine vita. Secondo quanto denunciato dall’associazione, il termine previsto dalla norma per completare le nomine sarebbe scaduto senza che l’organismo risultasse operativo nella struttura gallurese.

La normativa indicava un periodo di 15 giorni dall’entrata in vigore della legge per istituire la commissione, con una scadenza fissata al 3 ottobre 2025. L’associazione sostiene che, alla data del 30 luglio 2026, siano trascorsi circa 300 giorni senza la conclusione dell’iter necessario per la costituzione dell’organismo.

La commissione prevista dalla legge regionale dovrebbe avere una composizione multidisciplinare, con la presenza di diverse figure sanitarie: un medico palliativista, un neurologo, uno psichiatra, un anestesista-rianimatore, uno psicologo e un infermiere. Il suo compito sarebbe quello di supportare le valutazioni previste nell’ambito delle procedure disciplinate dalla normativa sul fine vita.

La contestazione arriva dopo la conclusione del ricorso promosso dal Governo contro alcune parti della legge regionale. Secondo l’associazione, la recente pronuncia della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittime alcune disposizioni specifiche lasciando però invariato l’articolo relativo alla commissione multidisciplinare, confermerebbe la validità dell’obbligo di nomina.

Per Tonino Pascali-Sardegna Radicale, quindi, non vi sarebbero più elementi normativi che possano giustificare il ritardo nell’attivazione dell’organismo. La diffida invita l’Asl Gallura a chiarire la situazione e a fornire informazioni dettagliate sulle eventuali difficoltà incontrate.

La questione era già emersa dopo una richiesta di accesso agli atti presentata dall’associazione il 20 luglio. Nella risposta fornita dall’azienda sanitaria, secondo quanto riferito dai promotori dell’iniziativa, l’Asl avrebbe comunicato di non aver ancora completato il percorso istitutivo della commissione a causa della mancanza di alcune professionalità previste dalla legge.

L’associazione considera però tale spiegazione non sufficiente e chiede che vengano indicati in modo preciso quali profili professionali risultino ancora mancanti e quali attività siano state avviate per individuarli e procedere alle nomine.

«Dopo la richiesta di accesso agli atti abbiamo deciso di presentare una diffida alla Asl e un’istanza alla Regione Sardegna affinché vigili sull’applicazione della legge», ha dichiarato Laura Di Napoli. Secondo Valentina Campus, inoltre, il mancato funzionamento della commissione rappresenterebbe una situazione problematica per i cittadini che necessitano delle garanzie previste dalla normativa regionale.

La vicenda apre ora un confronto tra l’associazione, l’azienda sanitaria e l’amministrazione regionale. L’obiettivo della diffida è ottenere il completamento dell’organismo previsto dalla legge e garantire l’applicazione uniforme delle disposizioni sul fine vita in tutto il territorio sardo.

Redazione

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