Il Liceo scientifico Pacinotti di Cagliari ha ospitato ieri la presentazione della quarta edizione del progetto “A scuola contro la violenza di genere”, iniziativa promossa dal club organizzatore con l’obiettivo di coinvolgere i giovani in un percorso di educazione civica e consapevolezza sociale. L’incontro inaugurale ha segnato l’inizio di un programma articolato, strutturato in più tappe, che condurrà gli studenti alla simulazione di un processo penale ispirato a un caso reale, offrendo loro una prospettiva concreta sul tema della violenza di genere e sul funzionamento della giustizia.
Nel corso della mattinata sono intervenuti professionisti che operano quotidianamente nel settore giudiziario e nei servizi educativi. Tra questi, il sostituto procuratore Guido Pani, l’avvocata Patrizia Schiarizza e l’educatrice Miriam Vassena, figure che hanno illustrato le dinamiche del fenomeno e le modalità operative del progetto.
Gli esperti hanno approfondito il contesto normativo, le implicazioni sociali e le difficoltà con cui vittime e operatori si confrontano, offrendo ai ragazzi strumenti utili per interpretare situazioni complesse e riconoscere comportamenti a rischio.
Durante l’incontro, le socia e avvocate del Rotary, promotrici dell’iniziativa, hanno strutturato la fase introduttiva del percorso spiegando il funzionamento della simulazione processuale. Agli studenti sono stati assegnati i ruoli che ricopriranno nelle fasi successive: giudici, pubblici ministeri, avvocati, testimoni, periti, vittime e imputati.
L’apprendimento avverrà attraverso l’esperienza diretta, con il supporto di materiali tecnici e momenti di confronto con professionisti del settore legale, guidando i partecipanti nella preparazione dell’udienza e nella comprensione delle responsabilità connesse a ciascuna figura.
Il progetto punta a rafforzare nei giovani una visione critica e consapevole dei temi legati alla violenza di genere. L’obiettivo è stimolare senso civico, responsabilità individuale e attenzione verso il rispetto reciproco, elementi fondamentali nella prevenzione di comportamenti discriminatori e violenti. Il percorso educativo, costruito come un laboratorio esperienziale, intende anche favorire una maggiore conoscenza del sistema giudiziario e delle sue dinamiche interne.
La scelta della simulazione processuale come strumento didattico permette agli studenti di immergersi in situazioni realistiche, analizzando testimonianze, ricostruzioni e decisioni da assumere in base alle prove. Questo metodo offre ai ragazzi l’opportunità di mettersi alla prova, sviluppare un approccio analitico e confrontarsi con temi sensibili attraverso un linguaggio guidato da rigore e rispetto.
Con l’avvio di questa nuova edizione, il progetto conferma la sua efficacia come strumento di sensibilizzazione nelle scuole. La collaborazione tra professionisti, docenti e associazioni rafforza la rete educativa e contribuisce a diffondere una cultura di prevenzione, sostenuta da conoscenza, dialogo e partecipazione attiva degli studenti.
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