La Sardegna sta affrontando una grave emergenza siccità, con temperature torride che hanno cancellato prematuramente il verde delle campagne. I pozzi storici, da sempre utilizzati per l’irrigazione dei campi e per abbeverare il bestiame, sono ormai quasi tutti a secco. Questa situazione ha gettato nella disperazione agricoltori e pastori, soprattutto nelle campagne di Sinnai.
Il livello dei pozzi ha iniziato a calare sin dal mese di giugno, e oggi sono praticamente asciutti. Questo ha comportato gravi difficoltà nella gestione delle colture e del bestiame. I vigneti, esposti al sole cocente, sono bruciati, mentre i pastori stanno cercando di salvare il bestiame acquistando foraggi ovunque sia possibile trovarli. La ricerca di foraggi è diventata una sfida, così come il trasporto dell’acqua negli ovili, essenziale per la sopravvivenza degli animali.
L’emergenza siccità sta colpendo duramente l’agricoltura sarda, un settore già messo alla prova da sfide economiche e climatiche. Le colture che dipendono dall’irrigazione sono particolarmente vulnerabili, e la mancanza di acqua mette a rischio non solo il raccolto di quest’anno, ma anche la sopravvivenza a lungo termine delle attività agricole.
Le autorità locali e gli agricoltori stessi stanno cercando soluzioni per affrontare questa crisi. Tuttavia, senza piogge consistenti, le prospettive rimangono cupe. Gli agricoltori sperano in un intervento tempestivo da parte delle istituzioni per fornire supporto immediato e sviluppare strategie a lungo termine per gestire la scarsità d’acqua.
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