Ridurre le attese nei Pronto soccorso della Sardegna e contrastare il sovraffollamento. È questo l’obiettivo della nuova delibera approvata dalla Giunta regionale, che introduce tempi massimi per la gestione dei pazienti dopo il triage e indica nuove procedure per velocizzare i ricoveri.
Secondo il provvedimento, i pazienti con codice bianco dovranno essere presi in carico entro 240 minuti dal triage, quelli con codice verde entro 120 minuti, mentre per i codici azzurri il limite fissato è di 60 minuti.
Un obiettivo che, però, appare difficile da raggiungere secondo gli operatori sanitari, considerando la situazione attuale dei servizi di emergenza. Oggi le attese nei Pronto soccorso possono arrivare anche a cinque, undici o dodici ore, con casi in cui i pazienti restano in attesa per un’intera giornata.
La sfida del ricovero entro quattro ore
La delibera coinvolge in particolare l’Arnas Brotzu e le Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari, alle quali viene richiesto di garantire il ricovero nei reparti di degenza entro quattro ore.
L’obiettivo è ridurre il fenomeno del cosiddetto boarding, cioè la permanenza dei pazienti sulle barelle nei corridoi dei Pronto soccorso in attesa di un posto letto.
La misura arriva dopo i precedenti interventi regionali sulle liste d’attesa e dopo le denunce dei sindacati, che hanno segnalato una situazione di forte pressione sul sistema dell’emergenza-urgenza.
Tra le criticità evidenziate ci sono il sovraffollamento legato anche all’aumento della popolazione durante la stagione turistica, le temperature elevate e la riduzione del personale dovuta al periodo delle ferie.
I dubbi degli operatori sanitari
Il sindacato Cimo-Fesmed richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare il problema alla radice. Emanuele Cabras, segretario aziendale dell’Arnas Brotzu, sottolinea che la riduzione del sovraffollamento è un obiettivo condivisibile, ma non può essere ottenuta soltanto attraverso nuove indicazioni operative.
Secondo il sindacato, senza nuovi posti letto e senza un rafforzamento delle risorse disponibili, gli ospedali rischiano di non riuscire a rispettare i tempi richiesti.
La critica riguarda soprattutto la situazione dei reparti, dove la saturazione degli spazi rende complesso trasferire rapidamente i pazienti dai Pronto soccorso alle aree di degenza.
Un sistema sotto pressione
La nuova organizzazione punta quindi a migliorare la gestione dei flussi ospedalieri, ma il confronto resta aperto tra istituzioni e operatori.
Da una parte la Regione indica tempi precisi per rendere più efficiente il percorso dei pazienti; dall’altra i professionisti dell’emergenza chiedono interventi strutturali per aumentare la capacità del sistema.
La riduzione delle attese nei Pronto soccorso resta una delle principali sfide della sanità sarda, in un contesto caratterizzato da un aumento della domanda e da risorse ancora considerate insufficienti dagli operatori.
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