Nel settore delle compagnie aeree low cost, ogni servizio aggiuntivo – dal bagaglio a bordo alla scelta del posto – comporta un sovrapprezzo. Michael O’Leary, CEO di Ryanair, è stato tra i primi a trasformare questa filosofia in una regola di mercato, chiamando “fronzoli” tutto ciò che non è strettamente il viaggio. Tale modello è stato adottato da molte altre compagnie, incluse le più recenti, come Aeroitalia, che gestisce rotte di continuità territoriale in Sardegna. Aeroitalia, in particolare, ha introdotto una commissione di 18 euro per l’acquisto dei biglietti direttamente in aeroporto, una pratica che incide soprattutto su pendolari e studenti, costretti a usare questo metodo di acquisto in determinate situazioni.
Sovrapprezzi anche per i biglietti in aeroporto
Per chi acquista un biglietto Aeroitalia in aeroporto, a Milano, ad esempio, viene richiesta una commissione di 18 euro, dal momento che la compagnia non dispone di una biglietteria ufficiale. I passeggeri devono quindi affidarsi a un apposito sportello che, come una normale agenzia di viaggi, emette il tagliando e applica un sovrapprezzo. Tale sistema potrebbe risultare poco pratico per i passeggeri, specie quando il biglietto va comprato con urgenza. Infatti, i voli Aeroitalia non sono più disponibili online (tramite app o sito web) tre ore prima del decollo, rendendo l’acquisto in aeroporto l’unica opzione per i ritardatari o i pendolari che pianificano il viaggio all’ultimo momento.
La filosofia dei servizi extra: dal bagaglio all’imbarco prioritario
Negli ultimi anni, le compagnie aeree, in particolare le low cost, hanno aumentato i costi extra per servizi aggiuntivi che un tempo erano gratuiti. Bagaglio a mano, scelta del posto, imbarco prioritario e altri servizi a bordo richiedono sovrapprezzi che variano a seconda del volo, della destinazione e della compagnia. Tale pratica, introdotta inizialmente dalle low cost, è stata progressivamente adottata anche dalle compagnie tradizionali. Questo approccio permette alle aziende di offrire tariffe base apparentemente competitive, bilanciando poi i costi con i ricavi dei servizi extra.
Gli impatti per i passeggeri e le critiche alla gestione
Molti passeggeri vedono questi sovrapprezzi come una penalizzazione, in particolare su tratte nazionali di importanza strategica come quelle di continuità territoriale. I residenti in Sardegna, ad esempio, dipendono fortemente da queste rotte e, di conseguenza, dalle politiche di prezzo delle compagnie che le gestiscono. Per alcuni, la necessità di pagare 18 euro in più per l’acquisto in aeroporto rappresenta un aggravio economico non giustificabile, soprattutto per studenti, lavoratori pendolari o per chi si trova a dover prenotare all’ultimo momento. La gestione dei voli Aeroitalia in Sardegna, inoltre, ha già sollevato perplessità per la mancanza di biglietterie fisiche nei principali aeroporti italiani e per la limitazione delle opzioni di acquisto disponibili poco prima del volo.
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