Il rendiconto della Regione Sardegna per il 2023 è stato giudicato conforme e regolare dalla Corte dei Conti, ma emergono criticità legate alla bassa capacità di spesa e alla programmazione inefficace. Durante l’udienza pubblica di oggi, le Sezioni riunite della Corte hanno esposto il loro parere alla presenza dell’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni, del presidente della Commissione Bilancio Alessandro Solinas e del rappresentante della giunta Alessandra Todde.
Equilibri di bilancio rispettati, ma troppe risorse inutilizzate
Gli equilibri di bilancio sono stati rispettati e il rendiconto presenta un avanzo di amministrazione di circa 3.800 milioni di euro. Al netto delle quote accantonate, vincolate e destinate, l’avanzo positivo risulta di circa 530 milioni di euro. Anche il fondo di cassa è stato valutato positivamente, con risultati in netto miglioramento rispetto al 2022.
Tuttavia, la Corte dei Conti ha criticato la Regione per la sua scarsa capacità di spesa, evidenziata dall’elevato numero di risorse non investite. La procuratrice regionale Maria Elisabetta Locci ha sottolineato come il peggioramento percentuale di riscossioni e pagamenti rappresenti un problema grave, che vanifica i risultati apparentemente positivi della gestione finanziaria.
Le criticità rilevate: programmazione e gestione inefficaci
Secondo la Corte dei Conti, la Regione non ha saputo investire adeguatamente le risorse a disposizione, né garantire i servizi correlati, mostrando difficoltà significative nella programmazione. Il lungo elenco di variazioni di bilancio, che hanno di fatto stravolto gli stanziamenti originari, è uno dei principali punti deboli evidenziati dalle magistrate relatrici Cristina Ragucci e Lucia Marra.
La Corte ha inoltre rimarcato la presenza di un apparato amministrativo frammentato e poco efficiente, con una ripartizione delle competenze settoriale e poco dialogante. La Regione non è riuscita a completare il processo di riorganizzazione e semplificazione delle norme e delle procedure, mancando l’obiettivo di rendere più efficiente la macchina amministrativa.
Critiche alla gestione della sanità e ricorso all’esercizio provvisorio
La gestione della sanità è stata uno dei punti critici su cui la Corte dei Conti si è soffermata, con spese mancate e servizi carenti che hanno aggravato la situazione. La mancata capacità di programmazione e l’incapacità di utilizzare le risorse disponibili hanno penalizzato un settore fondamentale per il benessere della popolazione sarda.
La Corte ha inoltre criticato il ricorso reiterato all’esercizio provvisorio, un’eccezione che sta diventando una regola per l’amministrazione regionale. Questo strumento, previsto solo in casi eccezionali, è stato utilizzato più volte, dimostrando una gestione finanziaria instabile e poco programmata.
Un quadro complesso per il futuro della Regione
Il giudizio della Corte dei Conti evidenzia la necessità urgente di migliorare la capacità di spesa e di programmazione della Regione Sardegna. Nonostante l’avanzo di amministrazione positivo e il rispetto degli equilibri di bilancio, la mancata efficienza nella gestione delle risorse disponibili mette a rischio la qualità dei servizi pubblici e lo sviluppo della regione.
Per superare queste criticità, è necessario un intervento deciso sulla struttura amministrativa e una maggiore trasparenza nella programmazione e nell’utilizzo delle risorse. Solo così sarà possibile garantire un’efficace gestione delle finanze pubbliche e un miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini sardi.
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