Un risultato storico per la sanità in Sardegna: la giunta regionale, guidata dalla presidente Alessandra Todde, ha approvato una delibera che avvia la perequazione degli stipendi per medici, infermieri e personale tecnico-amministrativo delle diverse ASL dell’isola. La misura punta a ridurre il divario retributivo, risolvendo un problema rimasto irrisolto per oltre 20 anni.
25 milioni per la perequazione
La delibera individua criteri e modalità per la distribuzione di un fondo complessivo di 25 milioni di euro, destinato alla perequazione salariale. I fondi, inizialmente stanziati per 10 milioni di euro, sono stati incrementati di ulteriori 15 milioni a partire dal 2024. La misura è frutto di un confronto con le organizzazioni sindacali, che hanno contribuito a definire i parametri di ripartizione.
“Saniamo un’ingiustizia e ridiamo dignità a tanti lavoratori e lavoratrici,” ha dichiarato la presidente Todde, evidenziando come il provvedimento rappresenti un importante passo avanti per il riconoscimento del valore del personale sanitario.
Nuove misure per l’assistenza primaria
La giunta regionale ha inoltre deciso di prorogare, fino al completamento delle nuove procedure di assegnazione previste per il 2025, l’impiego provvisorio dei medici in pensione nei territori più carenti di assistenza sanitaria. Questa misura mira a garantire la continuità assistenziale e l’accesso ai servizi di base nelle aree dove la carenza di medici rappresenta una criticità.
Obiettivi futuri
Con queste decisioni, la Regione Sardegna punta a migliorare l’efficienza del sistema sanitario, offrendo condizioni più eque al personale e assicurando servizi essenziali ai cittadini. “Ridurre le disuguaglianze salariali e potenziare l’assistenza sono priorità per una sanità più giusta e accessibile,” ha concluso la governatrice.
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