Il possibile ampliamento delle aree sottoposte a tutela ambientale in Sardegna apre il confronto tra esigenze di conservazione della biodiversità e attività agricole. La Regione sta valutando l’estensione di alcune zone protette previste dalle direttive europee per la salvaguardia di habitat e specie animali e vegetali, ma il settore agricolo esprime preoccupazione per le possibili conseguenze sulle imprese rurali.
A intervenire è la Cia Nord Sardegna, che pur condividendo l’importanza della protezione ambientale chiede che le nuove misure tengano conto delle esigenze economiche e produttive delle campagne.
Al centro della discussione ci sono le Zone di Protezione Speciale (ZPS) e le Zone Speciali di Conservazione (ZSC), aree individuate nell’ambito della rete europea Natura 2000 per proteggere ecosistemi, habitat e specie considerate di interesse comunitario.
Secondo l’organizzazione agricola, l’inserimento di nuovi terreni all’interno di queste aree comporta per le aziende il rispetto di regole più restrittive nella gestione delle superfici, con possibili effetti sui costi di produzione e sull’organizzazione del lavoro.
Le aree interessate dall’ampliamento
La proposta in discussione prevede un aumento delle superfici sottoposte a tutela in alcuni territori agricoli della Sardegna. Tra gli esempi citati dalla Cia Nord Sardegna ci sono la Piana di Ozieri e la Nurra di Sassari.
Secondo i dati forniti dall’associazione, nella Piana di Ozieri la superficie vincolata potrebbe passare da 21.069 a 51.833 ettari, mentre nella Nurra di Sassari l’estensione interessata potrebbe aumentare da 839 a 9.503 ettari.
La Cia evidenzia che un ampliamento di queste dimensioni richiede un confronto preventivo con chi opera quotidianamente sul territorio, per individuare modalità di tutela compatibili con le attività agricole.
La posizione degli agricoltori
Il presidente della Cia Nord Sardegna, Antonio Satta, ha sottolineato che la tutela dell’ambiente dovrebbe integrarsi con le necessità sociali ed economiche delle aree rurali.
Secondo l’associazione, il rischio è che l’applicazione dei vincoli coinvolga anche terreni già utilizzati per attività agricole consolidate, creando difficoltà operative per le imprese senza una valutazione specifica delle caratteristiche dei singoli territori.
Tra gli esempi riportati c’è quello della Piana di Ozieri, area considerata importante per la presenza della Gallina prataiola, specie tutelata a livello europeo. Qui, secondo la Cia, le attuali prescrizioni incidono su alcune pratiche agricole, limitando l’utilizzo di macchinari in determinati periodi dell’anno, la rotazione delle colture e l’impiego di prodotti fitosanitari.
La richiesta di compensazioni economiche
Un altro tema sollevato dall’organizzazione riguarda il sostegno economico agli agricoltori interessati dai vincoli ambientali.
La Cia Nord Sardegna sostiene che alcune restrizioni siano state introdotte senza garantire agli operatori agricoli le compensazioni previste dal decreto ministeriale del 2017. L’associazione cita come esempio altre regioni italiane, tra cui Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Basilicata e Umbria, dove sarebbero stati attivati strumenti di sostegno economico.
Secondo la rappresentanza agricola, eventuali nuove aree protette dovrebbero essere accompagnate da misure capaci di compensare gli effetti dei vincoli sulle aziende.
Le proposte della Cia Nord Sardegna
Per affrontare il percorso di ampliamento delle aree tutelate, l’associazione propone due interventi principali.
Il primo riguarda l’apertura di un confronto con istituzioni, agricoltori, comunità locali e altri soggetti interessati, così da definire confini e regole attraverso un equilibrio tra protezione ambientale e attività produttive.
La seconda richiesta riguarda l’attivazione dei fondi europei FEASR, destinati al sostegno del settore agricolo e allo sviluppo rurale, per aiutare le imprese che operano all’interno delle zone sottoposte a vincoli.
Il confronto sulla futura delimitazione delle aree protette continuerà quindi nei prossimi mesi, con l’obiettivo di conciliare gli obiettivi di conservazione della biodiversità con la continuità delle attività agricole nelle campagne sarde.
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