Le lunghe liste d’attesa per le visite specialistiche continuano a essere uno dei problemi più critici della sanità sarda. Per cercare di affrontare il problema, la Giunta regionale ha adottato una nuova delibera che prevede l’aumento dei compensi orari per i medici che accettano di partecipare ai progetti aziendali di smaltimento delle liste, portandoli a 100 euro all’ora.
Il problema delle liste d’attesa
I dati forniti dalla Direzione generale della sanità mostrano tempi di attesa ben oltre i limiti previsti. Le prestazioni differibili, che dovrebbero essere garantite entro 30 giorni, registrano tempi medi regionali di attesa molto più lunghi:
- 112 giorni per un controllo cardiologico;
- 144 giorni per una visita endocrinologica;
- 190 giorni per una visita gastroenterologica;
- 137 giorni per una visita dermatologica.
Prestazioni aggiuntive: incentivi e difficoltà
L’introduzione delle prestazioni aggiuntive non è una novità, ma in passato i medici hanno mostrato scarso interesse a partecipare, scoraggiati da compensi poco attrattivi, ritardi nei pagamenti e un carico di lavoro ordinario già troppo pesante.
Con la nuova delibera, il compenso orario sale a 100 euro, una cifra che la Regione spera possa incentivare una maggiore adesione. Tuttavia, i sindacati restano critici, definendo il provvedimento insufficiente per risolvere un problema strutturale della sanità sarda. “È solo una goccia nel mare”, affermano, sottolineando la necessità di interventi più ampi e strutturali.
Le criticità del sistema
Le liste d’attesa lunghe sono il risultato di un sistema sanitario sovraccarico e sottodimensionato in termini di personale e risorse. Per i sindacati, il miglioramento passa non solo attraverso incentivi economici, ma anche con un incremento del personale, una maggiore organizzazione e il potenziamento delle strutture sanitarie.
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