Si accende il dibattito a Cagliari sulla carenza di bagni pubblici, proprio mentre la città punta a incrementare le entrate turistiche con l’aumento della tassa di soggiorno. Il Consiglio comunale ha infatti bocciato la proposta della minoranza di destinare 30 mila euro all’installazione di nuovi servizi igienici, anche temporanei, nelle zone più frequentate.
Attualmente il centro storico dispone di soli tre bagni pubblici attivi, un numero ritenuto insufficiente rispetto ai flussi turistici previsti e agli incassi stimati, superiori ai 3 milioni di euro. Da qui la critica dell’opposizione, che parla di una scelta “incomprensibile” e sottolinea la necessità di garantire almeno i servizi essenziali.
Secondo i consiglieri di minoranza, l’introduzione di bagni chimici o prefabbricati avrebbe rappresentato una soluzione rapida, soprattutto durante eventi e periodi di alta stagione. Una misura considerata minima per migliorare il decoro e l’accoglienza della città.
Di diverso avviso il sindaco Massimo Zedda, che ha respinto l’ipotesi di strutture temporanee nel centro storico. La linea della giunta punta invece su soluzioni stabili e integrate, evitando installazioni ritenute poco decorose nelle aree più pregiate.
In questa direzione si inserisce l’apertura del Teatro Civico e del Teatro Sergio Atzeni, che saranno dotati di servizi igienici moderni e accessibili. L’obiettivo è offrire servizi di qualità all’interno di spazi culturali, incentivando allo stesso tempo la fruizione del centro e il movimento economico.
Il confronto resta aperto: da un lato la richiesta di interventi immediati, dall’altro una visione più strutturata e di lungo periodo per la gestione dei servizi urbani.
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