Cagliari, false sordomute chiedevano donazioni nei negozi: scoperta la truffa

Segnalata a Cagliari una nuova truffa, con false sordomute che usano QR code per ottenere donazioni ingannevoli.

A Cagliari è stato segnalato un nuovo stratagemma di raggiro ai danni dei clienti dei negozi: presunte sordomute chiedono firme e donazioni attraverso codici QR falsi.

Negli ultimi giorni diversi cittadini hanno raccontato episodi inquietanti all’interno di alcuni esercizi commerciali del capoluogo sardo. Gruppi di donne si presentano fingendosi sordomute, avvicinano i clienti e li invitano a firmare documenti per presunte raccolte fondi solidali. Una volta ottenuta l’attenzione, mostrano un foglio con loghi e scritte che richiamano associazioni benefiche inesistenti, chiedendo un contributo economico immediato.

La novità rispetto ad altre truffe simili è l’utilizzo del digitale. Alle vittime viene proposto di inquadrare un QR code, che rimanda a pagamenti elettronici collegati a conti privati. In questo modo i malintenzionati riescono a mascherare meglio l’inganno e a incassare somme di denaro senza lasciare tracce apparenti.

Alcuni commercianti hanno segnalato la situazione alle forze dell’ordine, preoccupati per l’insistenza con cui queste persone entrano nei locali e si rivolgono ai clienti. Le richieste arrivano con modi apparentemente gentili ma diventano pressanti nel momento in cui la vittima mostra esitazione. In alcuni casi si sono registrate discussioni e momenti di tensione, con clienti infastiditi che hanno dovuto allontanarsi dai negozi.

Le autorità invitano alla prudenza. Polizia e carabinieri raccomandano di non firmare documenti, non consegnare denaro e non effettuare pagamenti elettronici senza avere la certezza della serietà dell’associazione. L’appello è quello di segnalare immediatamente ogni episodio sospetto, in modo da contrastare la diffusione di questo fenomeno.

Le false sordomute che chiedono donazioni non rappresentano una novità assoluta in Italia: casi simili erano già stati documentati in altre città. Tuttavia, l’uso dei QR code rende la truffa più insidiosa, sfruttando la familiarità dei cittadini con i pagamenti digitali. La truffa colpisce soprattutto persone distratte o desiderose di aiutare, che si trovano improvvisamente di fronte a una richiesta dall’aspetto apparentemente legittimo.

Il consiglio delle autorità resta chiaro: diffidare da raccolte fondi improvvisate e non autorizzate, specialmente se proposte in luoghi inusuali come i negozi. Le vere associazioni benefiche operano con strumenti ufficiali, sono riconoscibili e non si presentano in questo modo ai cittadini.

Redazione

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