Cagliari, scontro avvocati-magistratura sulla campagna referendaria

A Cagliari esplode il caso sull’uso dell’Aula magna per un incontro del Comitato per il No al referendum.

La discussione sul referendum costituzionale relativo alla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici ha trovato un nuovo terreno di scontro a Cagliari, dove l’organizzazione di un incontro del Comitato per il No all’interno dell’Aula magna della Corte d’appello ha generato tensioni senza precedenti tra avvocati e magistrati. Dopo la tappa di Napoli, la presenza del Comitato nei palazzi di giustizia italiani si arricchisce quindi di un episodio destinato a far discutere, soprattutto per le implicazioni legate al ruolo istituzionale degli spazi giudiziari. Lo riporta la testata Il Dubbio.

La vicenda prende forma quando l’avvocato Matteo Pinna, presidente del Consiglio dell’Ordine di Cagliari, segnala al presidente della Corte d’appello la necessità di revocare la concessione dell’Aula magna. Secondo quanto riportato dall’Ordine, l’attività programmata dal Comitato per il No non rientrerebbe tra quelle compatibili con la neutralità che deve caratterizzare il Palazzo di giustizia. Pinna ha sottolineato che l’iniziativa avrebbe una finalità inequivocabilmente politico-elettorale, essendo orientata a influenzare il voto dei cittadini sul referendum costituzionale.

Nella lettera inviata ai magistrati, il presidente del Coa ha richiamato un principio ritenuto imprescindibile: i luoghi della giurisdizione non possono ospitare eventi riconducibili all’agone politico, a differenza di attività formative, culturali o sindacali. L’elemento ritenuto dirimente sarebbe contenuto nello statuto del Comitato, che indica esplicitamente l’obiettivo di sostenere il fronte del No nella consultazione. Per questa ragione, l’Ordine ha invitato i promotori a individuare sedi private, ritenute più idonee allo svolgimento di un incontro con contenuti così chiaramente orientati.

La risposta dei vertici giudiziari non si è fatta attendere. Il presidente del Tribunale di Cagliari, Vincenzo Amato, ha diffuso una nota molto dura nella quale ha difeso la legittimità dell’utilizzo dell’Aula magna da parte del Comitato per il No, sottolineando il legame organico tra quest’ultimo e l’Associazione nazionale magistrati. Secondo Amato, l’Anm avrebbe pieno titolo per organizzare momenti di confronto su una riforma che, ai suoi occhi, inciderebbe sull’indipendenza della magistratura e sull’assetto complessivo del potere giudiziario. Il presidente ha definito “sorprendente e grave” la presa di posizione dell’Ordine degli avvocati, interpretandola come un tentativo di limitare la libera partecipazione al dibattito.

Redazione

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