Cagliari sospende assistenza domiciliare per pazienti HIV: 40 senza cure

A Cagliari quaranta pazienti HIV sono rimasti senza assistenza domiciliare, con il rischio di gravi conseguenze per la loro salute.

A Cagliari quaranta persone affette da HIV si trovano senza assistenza domiciliare, dopo che il servizio sanitario ha interrotto le terapie a domicilio che garantivano cure e continuità di trattamento. Si tratta di un blocco improvviso che lascia scoperti pazienti fragili, spesso impossibilitati a recarsi autonomamente nelle strutture ospedaliere.

L’allarme è stato lanciato dalle associazioni che si occupano di salute e diritti dei malati, le quali sottolineano come la sospensione metta a rischio non solo la salute individuale, ma anche la tutela della collettività. Senza la regolare somministrazione dei farmaci, infatti, il virus potrebbe replicarsi in modo incontrollato, aumentando il pericolo di resistenze e di nuove trasmissioni.

Il servizio di assistenza domiciliare rappresentava un sostegno essenziale per chi vive con l’HIV e presenta difficoltà motorie, condizioni cliniche gravi o fragilità sociali. La sua interruzione genera non solo conseguenze sanitarie, ma anche profondo disagio psicologico nei pazienti che si trovano improvvisamente senza supporto.

Le organizzazioni locali chiedono con urgenza un intervento immediato da parte delle autorità sanitarie regionali per ripristinare le terapie, sottolineando che il diritto alla cura non può essere interrotto. Alcuni medici e operatori sanitari hanno ribadito che la continuità terapeutica è cruciale per mantenere sotto controllo l’infezione e garantire una buona qualità di vita.

Secondo le testimonianze raccolte, il blocco sarebbe legato a questioni organizzative e burocratiche, ma le conseguenze si ripercuotono direttamente sui malati, che oggi restano privi di un servizio di cui dipendono. La comunità scientifica e le associazioni di pazienti richiamano l’attenzione sulla necessità di soluzioni rapide, affinché i quaranta cittadini coinvolti possano tornare a ricevere l’assistenza indispensabile.

La vicenda mette in luce una criticità del sistema sanitario, già messo a dura prova dalla carenza di risorse e personale. Nel frattempo, cresce la mobilitazione di chi chiede che la salute dei pazienti HIV non venga trascurata e che il servizio venga riattivato nel più breve tempo possibile.

Redazione

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