Autopsia decisiva sul caso Musu: indagini verso una svolta a Carbonia

Gli accertamenti medico-legali al Brotzu puntano a ricostruire le dinamiche dell’omicidio e a chiarire il numero e la natura delle coltellate che hanno ucciso il 53enne trovato carbonizzato al Colle di Rosmarino.

L’autopsia sul corpo di Giovanni Musu, il 53enne rinvenuto senza vita nel parco del Colle di Rosmarino a Carbonia, verrà eseguita oggi pomeriggio all’ospedale Brotzu di Cagliari e rappresenta un passaggio chiave per definire con precisione quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato. Le prime ricostruzioni investigative avevano già evidenziato la presenza di numerosi fendenti, alcuni inferti alla schiena e uno al collo, ritenuto con ogni probabilità quello fatale. Dopo l’aggressione, chi ha colpito avrebbe tentato di eliminare le tracce appiccando il fuoco al corpo, senza però riuscire a distruggerlo completamente.

L’allarme era scattato intorno alle tre del mattino, quando un principio di incendio aveva attirato l’attenzione di alcuni presenti. I vigili del fuoco, accorsi subito sul posto, avevano spento le fiamme che stavano già interessando gli arti inferiori della vittima. L’intervento dei carabinieri della Compagnia di Carbonia e del medico legale aveva subito permesso di comprendere che la scena non fosse compatibile con un decesso naturale. L’area del parco è stata transennata, mentre il Ris di Cagliari ha proceduto al repertamento di tracce ematiche e di elementi utili per future comparazioni genetiche.

Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la vicenda starebbe assumendo contorni più delineati grazie a una possibile svolta investigativa. Due persone sono state formalmente iscritte nel registro degli indagati, mentre un terzo soggetto sarebbe ritenuto vicino al caso ma per ora solo sospettato di aver omesso informazioni considerate rilevanti dagli inquirenti.

L’iscrizione nel registro degli indagati è stata formalizzata in vista dell’autopsia che verrà condotta nel reparto di Medicina legale del Brotzu. L’incarico per l’esame autoptico è stato affidato alla dottoressa Letizia Gabiati, dell’équipe del professor Roberto Demontis. Gli specialisti dovranno stabilire quale colpo sia stato quello mortale, quante siano state le coltellate e se l’aggressione sia avvenuta in momenti diversi rispetto alla morte.

Mentre si attende l’esito dell’autopsia, che potrebbe offrire elementi decisivi per orientare l’inchiesta, gli investigatori proseguono con un lavoro minuzioso. Le prossime ore potrebbero rivelarsi determinanti per comprendere la dinamica completa dell’omicidio e per stabilire con maggiore chiarezza il ruolo delle persone indagate.

Redazione

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