Un carabiniere è stato licenziato dall’Arma dei Carabinieri dopo essere risultato positivo alla cocaina durante una visita di idoneità presso l’Ospedale Militare di Cagliari. La decisione di allontanamento, presa dalla commissione disciplinare dell’Arma, è stata successivamente confermata dal Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna (Tar), che ha respinto il ricorso presentato dal militare contro il provvedimento. Il carabiniere aveva cercato di difendersi, sostenendo che la positività al test fosse dovuta a una terapia antibiotica assunta per curare una bronchite, ma le argomentazioni non sono state accolte dai giudici.
Le motivazioni della commissione disciplinare
L’allontanamento del carabiniere è stato giustificato dalla commissione disciplinare con riferimento al ruolo esemplare e alla moralità che si richiede a un membro dell’Arma dei Carabinieri. Nella dichiarazione della commissione, infatti, si sottolinea come il comportamento del militare sia «biasimevole sotto l’aspetto disciplinare», in quanto contrario ai principi di moralità e rettitudine che devono guidare l’agire di chi ha prestato giuramento nell’Arma. L’istituzione, infatti, ha il compito prioritario di prevenire e reprimere i crimini legati agli stupefacenti, e la condotta del carabiniere risultava incompatibile con questa missione.
Il ruolo della visita medica e le implicazioni psicofisiche
L’episodio risale a un controllo d’autorità che ha portato il militare a sottoporsi a una visita medica di idoneità presso l’Ospedale Militare di Cagliari, dove è stato trovato positivo ai metaboliti della cocaina. L’Arma, oltre agli aspetti morali, ha sottolineato la necessità di mantenere requisiti psicofisici adeguati per il personale, soprattutto considerando l’uso e la custodia dell’arma di servizio. L’eventuale compromissione di questi requisiti, specialmente a causa dell’uso di sostanze stupefacenti, rappresenta un rischio per la sicurezza pubblica e per la stessa integrità della forza.
Il ricorso al Tar e la decisione finale
In seguito al licenziamento, il carabiniere aveva presentato ricorso tramite i suoi legali, sostenendo che la positività al test potesse essere una conseguenza di una cura antibiotica e non dell’assunzione di droghe. Tuttavia, il Tar Sardegna ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della decisione dell’Arma. I giudici hanno concluso che il carabiniere non possedeva più le doti morali e psicofisiche necessarie per continuare a far parte della Forza Armata, ritenendo quindi giustificato il licenziamento.
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