Nuovi focolai di dermatite bovina in Sardegna: preoccupazione tra gli allevatori

Due nuovi focolai a Muravera e Villaputzu, Cia Sardegna chiede un incontro urgente con la Regione per contenere la diffusione del virus.

Due nuovi focolai di dermatite nodulare contagiosa dei bovini (Lumpy Skin Disease) sono stati confermati nel sud Sardegna. Dopo il focolaio già scoperto a Muravera, nella parte sud-orientale dell’Isola, l’emergere di un altro caso nello stesso comune e uno nella vicina Villaputzu, nel Sarrabus, sta suscitando grande preoccupazione tra gli allevatori.

Secondo il Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario, curato dall’Istituto zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo, centro di riferimento italiano per la salute animale, i capi malati sono passati da cinque a sette, mentre gli animali morti restano quattro. Complessivamente, nella zona colpita sono presenti 178 bovini negli allevamenti locali. Nonostante gli sforzi per contenere il contagio, il diffondersi del virus ha aumentato l’incertezza tra gli operatori del settore.

Cia Sardegna chiede un incontro urgente con la Regione

Cia Agricoltori Sardegna ha sollecitato la Regione ad organizzare con la massima urgenza un incontro con le associazioni di categoria e tutti i soggetti interessati per aggiornamenti sulle azioni intraprese e per concordare i prossimi interventi necessari a prevenire ulteriori focolai. Il presidente e il direttore regionale di Cia Sardegna, Michele Orecchioni e Alessandro Vacca, hanno sottolineato come le notizie provenienti dagli allevamenti colpiti abbiano sollevato preoccupazioni tra gli allevatori, che hanno recentemente riacquisito la possibilità di operare in condizioni di normalità. “Il confronto con le associazioni è più che mai necessario, sia per conoscere le azioni da intraprendere, sia per garantire il giusto coinvolgimento degli allevatori nelle strategie che la Regione sta adottando”, hanno dichiarato.

Cia Sardegna ha evidenziato anche la necessità di affrontare in modo tempestivo i problemi legati alla bluetongue ovina. Gli allevatori colpiti dalla malattia nel 2025 sono ancora in attesa di indicazioni per ottenere i ristori. L’associazione chiede un incontro analogo per comprendere le azioni preventive che la Regione sta implementando nel 2026, con l’obiettivo di evitare il diffondersi della malattia nelle greggi sarde.

Azioni di contenimento e supporto al settore zootecnico

Gli allevatori sardi, in particolare quelli delle aree coinvolte, temono ulteriori danni economici derivanti dalla diffusione di queste malattie infettive. Le misure di contenimento, come l’isolamento degli animali infetti, sono state adottate, ma restano necessarie azioni mirate per scongiurare la diffusione nei prossimi mesi. L’incontro richiesto da Cia Sardegna sarebbe fondamentale per mettere in atto un piano di intervento coordinato, che tuteli la salute animale e salvaguardi l’economia del comparto zootecnico sardo, già messo a dura prova dalle difficoltà passate.

Redazione

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