Salvati due cani maltrattati a Guasila: denunciato un allevatore

Animali legati con cavi cortissimi e in stato di sofferenza: l'intervento dei carabinieri ha evitato il peggio

Due cani meticci tenuti in condizioni di forte maltrattamento sono stati salvati a Guasila grazie alla segnalazione di alcuni cittadini al numero di emergenza 112. L’intervento è stato effettuato dai carabinieri della stazione di Villamar, che si sono trovati di fronte a una situazione di estrema gravità: gli animali erano legati con cavi talmente corti e stretti da impedirne completamente i movimenti, un quadro che non lasciava dubbi sulla sofferenza inflitta.

Allertato dalle forze dell’ordine, è giunto sul posto anche il servizio veterinario dell’ASL di Sanluri, il cui medico ha certificato lo stato di maltrattamento. A seguito della valutazione sanitaria, i due cani sono stati sequestrati e immediatamente trasferiti in un canile convenzionato a Ortacesus, dove riceveranno le cure necessarie e un ambiente idoneo alla loro riabilitazione fisica e comportamentale.

Il proprietario degli animali, un allevatore settantenne residente nella zona, è stato denunciato a piede libero con l’accusa di maltrattamento di animali, reato previsto e punito dall’articolo 544-ter del Codice Penale. L’intera documentazione del caso è stata trasmessa alla Procura della Repubblica, che valuterà eventuali ulteriori provvedimenti.

L’operazione si inserisce nel costante impegno dell’Arma dei Carabinieri per la tutela del benessere animale, un fronte sempre più rilevante nell’ambito della sicurezza e della legalità. Gli episodi di maltrattamento, purtroppo ancora diffusi in varie aree del territorio, vengono contrastati con decisione grazie anche alla collaborazione tra cittadini, forze dell’ordine e servizi veterinari, fondamentale per l’intervento tempestivo in situazioni a rischio.

L’Arma ribadisce l’importanza di segnalare qualsiasi sospetto di abuso o crudeltà sugli animali, ricordando che la tutela degli esseri viventi passa anche dal rispetto di chi non può difendersi. L’obiettivo è promuovere una cultura del rispetto e della responsabilità, indispensabile per una convivenza civile e giusta.

Redazione

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