Scritte no vax imbrattano il cimitero di Oristano

Frasi contro i vaccini vergate con vernice rossa: sdegno della comunità locale

Nella notte appena trascorsa, ignoti hanno vandalizzato le mura esterne del cimitero di Oristano con frasi esplicite contro i vaccini, utilizzando vernice rossa e lasciando impresse sigle riconducibili al movimento no vax. L’episodio, subito denunciato alle forze dell’ordine, ha suscitato profonda indignazione tra i cittadini, che si sono espressi con forza sui social condannando l’accaduto.

Le scritte, apparse sul perimetro del camposanto, non solo veicolano messaggi contrari alla campagna vaccinale, ma rappresentano anche un atto di profanazione nei confronti di un luogo ritenuto sacro e simbolico per la memoria collettiva della comunità. La polizia locale e i carabinieri sono al lavoro per identificare i responsabili, avviando accertamenti attraverso l’analisi di eventuali immagini di videosorveglianza e testimonianze.

Tra le frasi tracciate in rosso, oltre ai messaggi contro la vaccinazione, figurano sigle riconducibili a gruppi no vax, il che rafforza l’ipotesi investigativa legata alla matrice ideologica dell’azione vandalica. Al momento non sono emerse rivendicazioni ufficiali.

L’episodio ha sollevato un’ondata di sdegno e condanna da parte della cittadinanza, con numerosi commenti apparsi online che sottolineano la gravità del gesto. “Un atto vile e inaccettabile, che non è solo un’offesa al cimitero, ma un oltraggio all’intera comunità oristanese” – si legge in un post condiviso da diversi residenti.

Molti sottolineano come colpire un cimitero significhi attaccare il valore della memoria, il rispetto per i defunti e il sentimento di affetto che lega le famiglie ai propri cari scomparsi. Non è la prima volta che simboli no vax compaiono in contesti pubblici, ma questa volta l’atto ha toccato un luogo particolarmente sensibile, accendendo il dibattito anche a livello istituzionale.

L’amministrazione comunale ha espresso la volontà di intervenire rapidamente per rimuovere le scritte, restituendo decoro al luogo e tutelando il sentimento collettivo di rispetto verso i defunti. L’auspicio condiviso è che, oltre alla cancellazione dei messaggi, i responsabili vengano identificati e chiamati a rispondere del gesto compiuto.

Le indagini proseguono, mentre il clima in città resta carico di delusione e rabbia per un gesto che, oltre a essere un reato perseguibile penalmente, rappresenta una ferita per la sensibilità di un’intera comunità.

Redazione

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