Torna l’allarme intimidazioni: nel mirino la vicesindaca di Lanusei

Ritrovata una bottiglia incendiaria sull'auto di Maria Tegas. Indagini in corso, mentre istituzioni regionali e amministrazione comunale esprimono solidarietà

Un episodio di intimidazione ai danni di un amministratore pubblico riporta alta l’attenzione sulla sicurezza degli amministratori locali in Sardegna. A Lanusei, in Ogliastra, la vicesindaca Maria Tegas è stata presa di mira con un grave atto intimidatorio, scoperto nelle ultime ore e immediatamente denunciato alle autorità.

Sul parabrezza della sua automobile è stata rinvenuta una bottiglia contenente liquido infiammabile e dotata di un innesco. Il dispositivo è stato sequestrato, mentre gli investigatori del Commissariato di Polizia di Lanusei hanno avviato le indagini per individuare i responsabili e chiarire il movente.

L’episodio ha suscitato forte preoccupazione nella comunità e tra le istituzioni. Gli investigatori stanno raccogliendo tutti gli elementi utili, comprese eventuali immagini di videosorveglianza e testimonianze, per ricostruire l’accaduto.

Tra i primi a esprimere solidarietà è stato il sindaco Davide Burchi, che ha definito il gesto «vile e inaccettabile», sottolineando come l’intera amministrazione comunale si senta colpita. Il primo cittadino ha inoltre evidenziato la disponibilità e l’impegno di Maria Tegas, ribadendo che la vicesindaca potrà contare sul sostegno di tutta l’amministrazione.

Ferma anche la condanna della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che ha ricordato come le minacce contro un amministratore rappresentino un attacco alle istituzioni democratiche e all’intera comunità. La governatrice ha espresso fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine, auspicando una rapida individuazione dei responsabili, e ha manifestato la vicinanza della Regione alla vicesindaca, al sindaco e all’amministrazione comunale.

Il caso riaccende i riflettori sul fenomeno delle intimidazioni contro gli amministratori locali, episodi che continuano a destare preoccupazione perché colpiscono chi opera quotidianamente al servizio della collettività. Le indagini proseguono per fare piena luce sull’accaduto.

Redazione

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