ITASEC26 chiude a Cagliari: la cybersecurity fa squadra

Si è chiusa a Cagliari la decima conferenza italiana sulla sicurezza digitale: tutti i dettagli e i pareri autorevoli sul tema.

A Cagliari si è appena spenta l’eco digitale di ITASEC26, la decima edizione della conferenza nazionale sulla cybersecurity organizzata da CINI Cybersecurity National Lab e Fondazione SERICS, con il patrocinio dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e dell’Università degli Studi di Cagliari.

Una decima edizione che non è stata una semplice cifra tonda, ma una dichiarazione di maturità per l’intero ecosistema italiano della sicurezza informatica.

La presenza dei massimi rappresentanti della cybersecurity italiana ed europea ha confermato il peso strategico dell’evento:

  • Luca Tagliaretti, Direttore Esecutivo dell’European Cybersecurity Competence Centre

  • Bruno Frattasi, Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale

  • Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo

Un trittico istituzionale che ha trasformato ITASEC in una vera cabina di regia del dialogo tra scienza, istituzioni e giustizia.

Alessandro Armando, direttore del CINI Cybersecurity National Lab e presidente del comitato scientifico della Fondazione SERICS, ha espresso piena soddisfazione per il riconoscimento ricevuto dalla comunità scientifica nazionale, sottolineandone il ruolo strategico per:

  • la resilienza del Paese

  • la tutela dei diritti nel cyberspazio

  • il rafforzamento della collaborazione con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo

Particolarmente toccante il riferimento all’entusiasmo del TeamItaly, la cyber-nazionale italiana che ha conquistato i campionati europei, simbolo di una generazione che maneggia algoritmi come strumenti di cittadinanza attiva.

Rocco De Nicola, vicepresidente della Fondazione SERICS e chair dello Steering Committee di ITASEC, ha evidenziato:

  • la crescita costante dei partecipanti

  • l’alto livello degli speaker

  • il successo dei Research Pitch

  • la forte presenza di giovani e ricercatori

  • il superamento delle barriere disciplinari grazie al contributo dell’area giuridica

Un segnale chiaro: la cybersecurity non è solo tecnologia, ma anche diritto, strategia, responsabilità pubblica.

Redazione

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