Italia Nostra Sardegna e coalizione sociale chiedono il blocco dell’ampliamento RWM

Un ampio fronte sardo chiede alla Regione di esprimere un giudizio negativo sulla compatibilità ambientale dell'ampliamento dello stabilimento RWM, citando criticità insormontabili nella procedura autorizzativa

Italia Nostra Sardegna, insieme a una vastissima coalizione della società civile sarda che include ambientalisti, antimilitaristi, sindacati e associazioni di consumatori, ha lanciato un nuovo appello alla Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, per fermare l’ampliamento dello stabilimento RWM nei comuni di Domusnovas, Iglesias e Musei, un impianto che produce esplosivi, munizioni e ordigni bellici.

La coalizione ha inviato una lettera aperta alla presidente della Regione, chiedendo un giudizio negativo sulla compatibilità ambientale del progetto, facendo riferimento a gravi criticità ambientali e giuridiche emerse durante il processo di autorizzazione. La lettera si concentra in particolare su tre aspetti chiave: la mancanza di coinvolgimento della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Paesaggistici, i rischi idrogeologici legati all’ubicazione dello stabilimento in una zona ad alto rischio e il cambio di destinazione d’uso degli edifici senza le necessarie comunicazioni alle autorità competenti.

Le principali criticità emerse

  1. Mancato coinvolgimento della Soprintendenza:
    La coalizione segnala che nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ex post non sono stati acquisiti i necessari pareri da parte della Soprintendenza per i Beni Paesaggistici e Ambientali e dal Servizio tutela del paesaggio della Sardegna meridionale. Senza questi pareri, non sarebbe possibile procedere con l’approvazione della VIA, in quanto l’area di intervento presenta vincoli paesaggistici che devono essere presi in considerazione.

  2. Rischio idrogeologico:
    Una delle criticità più gravi riguarda la costruzione di manufatti edilizi in un’area a rischio idrogeologico elevato (Ri4). Secondo le norme del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), in queste aree è vietato costruire impianti industriali. Tuttavia, parte dello stabilimento RWM si trova proprio vicino al Rio Figu, in area Ri4, con la costruzione di reparti produttivi, depositi e strade che risultano essere abusi non sanabili. L’invito della coalizione è che queste opere vengano rimosse, poiché il rischio idraulico è troppo alto e non può essere mitigato.

  3. Cambio di destinazione d’uso non comunicato:
    Un’altra problematica riguarda la trasformazione dei magazzini di deposito in impianti produttivi, in particolare nel sito di Musei, dove vengono prodotti droni militari. Nonostante l’impianto sia già in attività, il cambio di destinazione d’uso non è stato comunicato agli uffici competenti per il rilascio dell’autorizzazione ambientale. Questo potrebbe configurarsi come una violazione normativa, poiché non è stato dato il giusto seguito amministrativo per modificare l’utilizzo degli spazi.

L’iter autorizzativo viziato

Gli attivisti e i gruppi sociali che si oppongono all’ampliamento dell’impianto RWM criticano duramente anche il lungo iter autorizzativo, che ha subito ritardi e omissioni, con il rischio che le informazioni fondamentali siano state dilatate o omesse. Tali lacune, secondo i firmatari della lettera, avrebbero dovuto portare al rifiuto della richiesta già al suo inizio, anziché ad un’infinita dilatazione dei tempi senza risolvere le problematiche sollevate.

La posizione della coalizione

La coalizione non solo si oppone al progetto di ampliamento sotto il profilo ambientale, ma ne contesta anche la legittimità giuridica, evidenziando le violazioni procedurali che, secondo loro, invalidano l’intero processo autorizzativo. In particolare, si denuncia il fatto che le opere abusive già realizzate non siano state soggette a una valutazione di impatto ambientale, e la proposta di approvare la VIA ex post per queste opere costituisce una contraddizione in termini.

La richiesta alla Giunta Regionale

Data la gravitità delle criticità ambientali, la coalizione sollecita alla Giunta Regionale di esprimere un giudizio negativo sulla compatibilità ambientale del progetto di ampliamento dello stabilimento RWM, ritenendo che non siano rispettati i vincoli ambientali e che le opere realizzate costituiscano abusi non sanabili. Questo parere negativo, secondo i firmatari, è essenziale per tutelare l’ambiente, la sicurezza e la salute delle comunità locali.

Redazione

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