Lavoro in Sardegna, cala la disoccupazione: dal 10,1% all’8,3% in un anno

L’assessora Manca: “Incentivi e formazione stanno dando risultati, ora puntiamo sul progetto Filo”

Il mercato del lavoro in Sardegna mostra segnali incoraggianti. Secondo il Rendiconto Sociale Regionale elaborato da Inps, nel 2024 l’isola ha registrato un aumento del tasso di occupazione (dal 56,1% al 57,7%) accompagnato da un calo sia della disoccupazione (dal 10,1% all’8,3%) sia dell’inattività (dal 37,5% al 36,9%).

“Una fotografia che ci conforta e ci incoraggia a proseguire”, ha commentato l’assessora del Lavoro Desirè Manca, sottolineando l’efficacia delle misure adottate dalla Regione a partire dall’inizio della legislatura.

Incentivi e assunzioni

Tra gli interventi più rilevanti, gli incentivi per l’assunzione di soggetti fragili – disoccupati di lungo periodo, over 50 e working poor – hanno registrato un notevole successo: la dotazione di 40 milioni di euro è stata interamente prenotata in pochi giorni, con 1.635 richieste da parte delle aziende e 1.075 assunzioni effettivamente confermate.

Formazione e mismatch

Per affrontare il tema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, la Regione punta ora sul progetto Filo (Filiere Innovazione Lavoro Occupazione) Sardegna, concepito come strumento di raccordo tra mercato del lavoro e offerta formativa.

“Abbiamo portato in Giunta una delibera che supera vecchi modelli anacronistici – ha spiegato Manca – per attivare percorsi formativi in linea con le richieste del mercato, tramite l’Aspal. L’obiettivo è costruire un sistema territoriale integrato, capace di rispondere ai bisogni delle persone e alle esigenze del tessuto produttivo regionale”.

Le criticità ancora aperte

Nonostante i progressi, permangono criticità strutturali. L’assessora ha evidenziato il calo demografico con un saldo negativo di 11.592 residenti in meno, e il divario retributivo rispetto alla media nazionale. In Sardegna, infatti, il salario medio giornaliero è di 86,4 euro per gli uomini (contro i 107,5 nazionali) e di 65,8 euro per le donne (contro i 79,8 euro nazionali).

“Siamo convinti che l’introduzione del salario minimo sia la strada da perseguire per migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini”, ha concluso Manca.

Redazione

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