Si è svolto questo pomeriggio a Roma, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), un incontro richiesto dalle Regioni Sardegna e Puglia per affrontare la vertenza legata alla ristrutturazione aziendale di Tiscali. La vicenda ha sollevato preoccupazioni in merito al futuro occupazionale di oltre 180 lavoratori sardi, una situazione che, come sottolineato dagli esponenti regionali, potrebbe creare un grave dislivello occupazionale in una Regione che conta circa un milione e mezzo di abitanti.
Intervento dell’Assessora Desirè Manca
Nel corso dell’incontro, l’Assessora del Lavoro della Regione Sardegna, Desirè Manca, ha evidenziato le criticità legate alla ristrutturazione aziendale, descrivendo la situazione come una vera e propria vertenza. “Il progetto di ristrutturazione aziendale, dal punto di vista occupazionale, configura a tutti gli effetti una vera e propria vertenza che, in Sardegna, coinvolge 180 lavoratori”, ha dichiarato Manca. “Un potenziale bacino di disoccupati che una Regione come la nostra non può assolutamente permettersi. Anche le adesioni all’esodo su base volontaria sono avvenute in un contesto di forte condizionamento”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di una risposta concreta da parte del governo.
L’assessora ha poi portato all’attenzione della riunione un altro punto critico: “Un ulteriore elemento di criticità riguarda i 12 giornalisti che, allo stato attuale, non avrebbero alcuna prospettiva occupazionale.” La Regione, infatti, chiede un intervento concreto per evitare che si crei un ulteriore bacino di lavoratori senza occupazione, proponendo il coinvolgimento di nuove realtà imprenditoriali pronte ad assorbire i lavoratori che rischiano di perdere il loro posto.
L’intervento dell’assessore Emanuele Cani
All’incontro ha partecipato anche l’Assessore dell’Industria della Regione Sardegna, Emanuele Cani, che, seppur in videoconferenza, ha condiviso il proprio punto di vista. “Sebbene a seguito di incentivi, resta il fatto che 300 lavoratrici e lavoratori, di cui 110 sardi, hanno abbandonato un posto di lavoro, e questo è già di per sé un elemento che desta una certa preoccupazione”, ha dichiarato Cani, mettendo in evidenza come la situazione stia diventando insostenibile.
Cani ha inoltre sostenuto la posizione espressa dalle organizzazioni sindacali, che hanno lamentato la mancanza di informazioni dettagliate riguardo al soggetto che rileverà l’attività aziendale. “Fino a oggi, ci è stata data la possibilità di interloquire esclusivamente con i soggetti che stanno cedendo l’attività, mentre non vi sono ancora informazioni puntuali sul soggetto che la rileverà”, ha continuato Cani. Per questo, l’assessore ha ritenuto fondamentale, una volta espletate le procedure di cessione, avviare un confronto con il nuovo soggetto per definire un piano industriale che tuteli i posti di lavoro.
Conclusioni e prossimi passi
L’incontro ha visto la partecipazione, oltre che dei rappresentanti delle Regioni Sardegna e Puglia, anche delle organizzazioni sindacali nazionali, dei rappresentanti di Tiscali, dell’Assessore della Regione Puglia e di MIMIT e Ministero del Lavoro. Il governo e le istituzioni coinvolte si sono impegnate a proseguire il monitoraggio e a cercare soluzioni condivise per affrontare la vertenza e tutelare l’occupazione, in particolar modo quella sarda.
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